La Settimana Confederale

Di seguito le news della settimana dal 29 febbraio al 4 marzo 2016.

 

SITUAZIONE GENERALE

 

Ancora nessuna convocazione è pervenuta in risposta alle richieste che Unatras ha avanzato nelle scorse settimane. Tutto ciò non può che condurre ad una sola evoluzione e questo è deludente. Pensiamo che da parte del Ministero dell’Economia si stiano evidenziando resistenze che non possono essere comprese se non viene data una spiegazione logica e supportata da elementi concreti. Le spese non documentabili e la riduzione per i conducenti che operano per lunghi periodi all’estero, unitamente alle evoluzioni sui bonus ecologici, sono punti qualificanti dell’intesa sottoscritta con il Governo. Nessuno può pensare di metterli in  discussione in modo unilaterale!

 

Ora mentre per i provvedimenti sottoposti alla valutazione comunitaria occorre attendere il benestare preventivo , onde evitare impugnative successive, per le altre misure si debbono verificare le disponibilità ed emanare il provvedimento. Un esempio: Non è possibile far conoscere a fine d’anno l’ammontare delle detrazioni. Se vi sono problematiche si facciano subito conoscere. Ovviamente vi sono poi provvedimenti che debbono essere completati con circolari e qui non si può che formulare profonde critiche per i ritardi accumulati. Sappiamo che il dicastero dei trasporti non è il responsabile principale delle lungaggini. Molti normative coinvolgono altri dicasteri, tuttavia è questa una scusante priva di valore. L’accordo è stato sottoscritto con il Governo e non con un corpo estraneo. Nell’occasione l’Esecutivo era rappresentato  dal dicastero dei trasporti, quindi l’intesa coinvolge l’intero Esecutivo.

 

Nessuno si meravigli se in mancanza di dimostrazioni concrete di interessamento, si verificherà l’avvio di una nuova fase vertenziale dagli esiti incerti.

 

IL SENATO APPROVA LE NUOVE NORME SULL’OMICIDIO STRADALE.

 

Con la votazione di fiducia il Senato ha definitivamente approvato le nuove norme sul Codice della Strada che introducono la fattispecie dell’omicidio stradale. Ci sembrano normative deboli e più rispondenti alla solita esigenza di far vedere che si legifera su un fatto molto sentito dall’opinione pubblica. Dobbiamo, per rispetto della nostra coscienza, dire che siamo stati in prima fila nel sostenere la necessità che chi si mette alla guida di un autoveicolo debba essere in condizioni idonee per non danneggiare persone o cose. Nella circolare esplicativa sono descritte le principali modifiche. Purtuttavia restiamo delusi dal risultato ottenuto che non porterà a risultati significativi (speriamo di essere smentiti). Alcuni esempi esplicitano le principali lacune e dimostrano il perché dei nostri dubbi. Non si può punire diversamente un soggetto che si pone alla guida in stato di alterazione in ragione del tasso alcolemico. Se un conducente supera il limite previsto ed uccide una persona deve essere sanzionato nel medesimo modo. Questo per chi beve. I legislatori, nella loro ricerca di consenso, non hanno tenuto poi in considerazione la recente sentenza della Cassazione che evidenzia come per chi viene trovato in stato di alterazione, per aver assunto sostanze stupefacenti,  si debba dimostrare che la dipendenza era in atto nel momento della guida. E’ noto, tranne forse ai nostri legislatori, come sia sufficiente aver assunto droghe settimane prima di mettersi alla guida per risultare comunque sempre positivo. Secondo i giudici, questo non è sufficiente a dimostrare che il soggetto era alterato mentre si trovava alla guida e questo aprirà contenziosi. Vergognosa la dimenticanza infine di non prevedere sanzioni pesantissime a chi utilizza i telefoni cellulari sia per conversazioni o peggio ancora per inviare messaggi o email. Insomma, temiamo che si determinerà una situazione nella quale a “far festa” saranno gli studi legali ma sostanziali miglioramenti per i cittadini e la loro sicurezza  non si registreranno. La nostra circolare illustra le modifiche più in dettaglio.

 


CONFTRASPORTO APPROVA DOCUMENTO SU INTERMODALITA’ FERROVIARIA.

 

Nella riunione della presidenza Conftrasporto è stato dibattuto ed approvato il documento sullo sviluppo del trasporto ferroviario contenente le proposte relative alle norme che dovranno favorire lo sviluppo della intermodalità strada/ferrovia. Il documento inviato al Ministero ricomprende sostanzialmente le posizioni sia delle imprese ferroviarie che quelle di autotrasporto.

 

La medesima impostazione verrà fornita per quanto riguarda la questione del bonus marittimo. Occorre ricordare che i segnali provenienti dalle Autorità comunitarie sono molto precise circa le condizioni ed i destinatari dei benefici. Una prossima riunione definirà anche le proposte relative a questa modalità. Come si vede si è avviato un modo nuovo di affrontare i temi della politica dei trasporti che, rispetto al passato dovrà tener conto dell’insieme dei vari comparti. Una politica dei trasporti che non tenga conto della necessità di interconnettersi non riuscirà a tutela re gli interessi dell’intero mondo. Questo non significa che ogni singola realtà, per problemi specifici, non avrà la possibilità di portare avanti le esigenze che le sono proprie. Proprio per questo ricordiamo che i vice presidenti di Conftrasporto hanno la piena titolarietà dei settori che rappresentano. Un percorso nuovo, non semplice, ma che rimane l’unica strada per far contare i nostri settori. Intanto è stata definita la giornata nella quale si dibatteranno i temi in confederazione.  La data fissata è il 18 maggio e quest’anno sarà anche l’occasione per anticipare parte degli argomenti che saranno poi oggetto del forum dei trasporti che nel mese di Ottobre (24 e 25) si terrà a Cernobbio.

 

PRONTO IL DOCUMENTO PER RIDURRE GLI EFFETTI SULL’AMBIENTE DELLA POLITICA DEI TRASPORTI.

 

Le decisioni di Parigi, assunte nel quadro della convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, prevedono interventi che riguardano pesantemente il mondo dei trasporti che Conftrasporto rappresenta.

 

Impegni precisi ed interventi atti a ridurre le emissioni costringeranno le imprese ad effettuare investimenti significativi a seguito delle decisioni del Governo. Grazie ai nostri uffici confederali di Bruxelles abbiamo il testo di quanto dovrà essere messo in atto. Lo invieremo alle federazioni e presto faremo valutazioni in merito. E’ nostro dovere, anche se in tempi entro i quali gli obiettivi debbono essere raggiunti sono il 2030 ed il 2050, fornire un quadro delle iniziative che i Governi sin dai prossime decisioni dovranno tenere in considerazione. Tutte le modalità sono infatti coinvolte e ad occhio e croce noi italiani non siamo messi così bene.

 

INGENUITA’ O MALAFEDE?

 

Trovo poco corretto il tentativo di accomunare, la decisione di una cooperativa di rinviare l’accettazione a socio di una impresa per ragioni di carattere amministrativo ad una inesistente preclusione derivante dal fatto che la richiedente utilizzi il logo antimafia. Se qualcuno prova ad inzuppare il pane nel brodo della polemica pretestuosa si sbaglia. Immagino che la causa derivi dalle risultanze effettuate presso enti terzi, come da prassi, effettuate nei confronti di tutti coloro che avanzano domanda di adesione. Accertare la presenza dei requisiti previsti dalle regole della cooperativa stessa, non è una decisione discriminatoria ma un dovere per chi amministra. L’interpretazione destituita da ogni fondamento che ho potuto leggere su alcune pubblicazioni va respinta, dunque, al mittente e relegata come appartenente alla solita cultura del sospetto.

 

L’amministratore giudiziario dell’impresa che lamenta l’esclusione, proprio perché tale, dovrebbe sapere che la base per una amministrazione corretta nei confronti dei propri soci è il rispetto delle regole. Non bastano le attestazioni di regolarità per superare positivamente il vaglio sull’esistenza dei requisiti, anche se rilasciate da chi certamente in modo corretto ed appropriato amministra la propria società. Necessitano le verifiche previste per tutti e realizzate dai referenti ai quali la cooperativa che deve valutare la richiesta di adesione si affida per tutti.

 

Vergognoso e miserabile il tentativo poi di chi prova a collegare una decisione amministrativa alla nostra federazione.

 

Ricordo che il mondo associativo che si riconosce nella Fai è ispirato alla presunzione di innocenza, fino a prova contraria. Lo abbiamo dimostrato più volte. Inaccettabili i richiami di chi atteggiandosi a “vergine della legalità” si permette di intervenire senza sapere come stanno le cose.  Tra l’altro l’impresa che adotta il logo antimafia è aderente ad una associazioni territoriale della Fai. Che si vuole allora? Questa non è forse la dimostrazione incontestabile di quanto la nostra Federazione sostenga le imprese in possesso di requisiti previsti oltre tutto legge? Che si batte perché forme di illegalità siano espulse dall’autotrasporto? La scelta di una cooperativa aderente non ha nulla a che vedere con la Fai (nella fattispecie dovrebbe essere invece apprezzata come dimostrazione di serietà). Ma chi non vuole o non riesce a comprendere…..

 

Non entriamo, dunque, nel merito di scelte che non ci appartengono! Forse è chi ha avuto tra i soci di una cooperativa collegata l’impresa confiscata in quanto affiliata o controllata a Cosa nostra, dovrebbe avere il buon gusto di stare zitta. Anche in quel caso, comunque, quegli amministratori probabilmente erano esenti da responsabilità perché non si amministra sul “sentito dire” ma su fatti documentali. Chi utilizza per altri fini simili episodi compie un’azione miserabile. Rammento infine a chi possiede poca memoria che la Fai è stata la prima federazione a sottoscrivere un protocollo di legalità con il Ministero dell’Interno e che questo è parte del nostro codice etico. Spargere veleni ed insinuazioni o atteggiarsi a vittime di soprusi è un modo di fare tipico di una certa cultura che non ci appartiene e che aborriamo.

 

ATTIVITA’ FEDERATIVE.

 

Lunedì incontro comitato di Forte; martedì presidenza Conftrasporto; mercoledì incontro commissione per i rapporti Italia/Macedonia; giovedì comitato presso Albo per le aree di sosta.

 

Alla prossima.

 

Paolo Uggè

04 marzo 2016