sabato, 25 maggio 2019 18:10

IL PUNTO di Paolo Uggè

In Italia il diritto di voto nel 1861 era limitato ai soli cittadini maschi, a partire dal 21esimo anno di età e di elevata condizione sociale. Nel 1881 il diritto fu esteso alla media borghesia.

 

Sto parlando del voto per “censo” che per anni ha limitato il diritto di scegliere i propri rappresentanti alla gran moltitudine dei cittadini.

 

In questi giorni si registra un “cambiamento epocale” (del resto il Governo in carica si definisce il Governo del cambiamento) che se andrà avanti interverrà con nuovi limiti a coloro che nelle elezioni democratiche dovrebbero poter scegliere come propri rappresentanti. L’”ideona” è attribuita al leader del Movimento 5 Stelle che vorrebbe evitare a chi possiede patrimoni superiori a dieci milioni di poter essere parlamentare o componente del Governo. A parte ogni considerazione di costituzionalità ed al limite che verrebbe imposto al popolo, quello che emerge subito ed in grande evidenza è l’evidente ritorno al “censo” ma al contrario. (Sarà questo il cambiamento?) La riflessione che occorre subito fare è che una gran parte di imprenditori in possesso di beni patrimoniali che superano la soglia di oltre dieci milioni sarà esclusa dall’essere elettorato che può concorrere ad occupare qualsiasi ruolo di rappresentanza nelle istituzioni del popolo. Secondo me questa geniale trovata verrà presto abbandonata e sparirà dai grandi media. Ma come fidarsi di leader che hanno simili idee?

 

A noi non è sfuggita e quindi la rendiamo nota agli operatori del mondo del trasporto e della logistica. E’ in ogni caso elemento che dovrebbe indurre a riflessione circa la politica della quale è portatrice il leader di 5 Stelle.

 

Certo che la notizia è così bizzarra da dover indurre ad una attenta riflessione. Né si può seguire il monito di Henri Poincarè che sosteneva che “dubitare o credere a tutto sono due soluzioni egualmente comode che  dispensano, l’una come l’altra, dal riflettere”. La notizia è raggelante se non sarà smentita in modo solenne. Comunque, se l’ipotesi è stata avanzata e non abbiamo registrato smentite, almeno ad oggi ,non potrebbe che suscitare perplessità sulla “saggezza” di colui che ha dato così evidentemente una testimonianza fulgida di senso democratico. Forse il Paese avrebbe la necessità di veder che i Ministri si occupino maggiormente della questioni pratiche e non di aspetti filosofico-politico, in un momento non particolarmente esaltante per la nostra economia.

 

In questi giorni, visto il venir meno dell’impegno assunto sulla soluzione dei trasporti eccezionali da parte del Ministro Toninelli, l’Anas ha diramato una circolare che impatterà negativamente sulle attività di coloro che vengono chiamati per i servizi con le betoniere o altro. Comprensibile la prudenza della dirigenza di Anas, ma le imprese pagano le conseguenze perché l’argomento eccezionali non è stato affrontato. Già fatto? NO!

 

La seconda questione è il rischio della chiusura del traforo del Gran Sasso. La situazione era stata per tempo segnalata al Ministero ma anche in questo caso si è sperato che il fatto si risolvesse da solo e non si è fatto nulla.

 

Due esempi che dimostrano come dal dire ed all’annunciare chi governa un Paese dovrebbe soprattutto fare. Così però non pare sia e continuiamo ad assistere a comportamenti da “dilettanti allo sbaraglio” che gli operatori pagano.

14 maggio 2019