COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DEL 22 MAGGIO 2020

Esperti virologi e politici politicanti stanno tentando di riconquistare lo spazio perduto con il calo del virus e si inventano, cosa che neanche un pazzo penserebbe, di consentire trasferimenti interregionali  tra realtà territoriali, anche se non collegate, in ragione del tasso di contagiosità.

 

Che il livello di “pirlaggine” potesse arrivare a tanto non avrei mai creduto. Nel lusinghiero giudizio metto anche i cosiddetti uomini della comunicazione. Possibile che non ci sia nessuno che abbia il coraggio di dire che queste ipotesi, che tra l’altro nascono da dati tutti opinabili e non saprei quanto scientifici realmente, in tutta evidenza continuano solo ad alimentare confusione?

 

Come si fa a mettere i dati della Puglia a confronto con quelli della Lombardia ed affermare che la seconda è una regione a medio rischio, mentre la prima è rispondente ai requisiti necessari. Come sia possibile non tener in considerazione che esistono diversità di densità territoriale tra Bari e Milano o tra la Lombardia e la Puglia. Solo guardando il numero degli abitanti si notano delle differenze notevoli. Eppure abbiamo geni, anche ministri, che non fanno altro che concentrarsi sulla Lombardia, quasi che l’Rt della Puglia fosse molto inferiore o differente di quello della Lombardia. Alcuni esempi Lombardia 0,62; Trento 0,75; Puglia 0,72. Da Corsera di oggi.

 

In questa confusione voluta (?) l’azione della Federazione proseguirà certa che altri risultati, oltre a quelli già  pervenuti, arriveranno. Innanzitutto vorrei non si dimenticasse che il trasporto, inizialmente escluso dagli interventi, è stato inserito in tutte le misure decise dal Governo. E questo non era scontato. Certamente si poteva e doveva fare di più soprattutto sul tema fondamentale e decisivo della liquidità. Una battaglia che chi ci ha seguito ha potuto vedere come l’abbiamo sostenuta e continueremo a  farla. Ci sarà tempo per compiere delle valutazioni sull’operare della nostra dirigenza e sicuramente lo faremo. Spetta ai nostri associati fare valutazioni complessive.

 

Ora dobbiamo essere ancor più forti e coesi e seguire non i chiacchieroni nullafacenti (o alcuni diffusori di comunicati autocastranti) che talvolta sostengono tesi della cui bontà sono convinti ma che non riescono a determinare un fronte comune di consenso. Ci sarà un motivo? La verità non la possiede nessuno e chi lo pensa sbaglia di gran lunga. L’atteggiamento più errato è dare la sensazione di essere divisi. Ognuno deve sostenere le proprie idee ma sapendo che in una realtà coordinata non si deve indebolire il fronte comune con uscite che rimarcano la propria posizione. Ognuno ha il diritto di sostenerla fino in fondo ma se non c’è l’unanimità si sceglie a maggioranza. Evitando di  fare comunicati in solitaria perché danneggiano tutti. L’ho già avuto modo di affermare. Tutti abbiamo avuto risultanze sia positive che negative ma quando si fa parte di un organismo unitario vale il principio della maggioranza. E noi (Unatras) a questo spirito ci siamo sempre attenuti. E’ questo che per due volte di seguito negli ultimi anni, ad esempio, ha consentito di mantenere, dopo gli anni della vice presidenza Colato, la medesima carica prima con Faggi, ora con Ricci. Insieme abbiamo vinto difficili battaglie per la categoria e dobbiamo continuare a farlo. Non è certo con posizioni sostenute per danneggiare qualcuno che chi è piccolo cresce.

 

Ieri sera a "Porta a Porta" abbiamo avuto noi di Conftrasporto la possibilità di rappresentare brevemente e in differita registrata le istanze del mondo del trasporto e della logistica. Il contraltare del nostro presidente Palenzona, Grimaldi (Alis) ha dato una evidente rappresentazione delle diversità di fondo esistenti tra le due realtà. Una avente la visione ampia dell’intero mondo del trasporto e della logistica, l’altra pur se in qualche modo cercando di affrontare i temi generali, ha toccato un tema che naturalmente è quello che gli sta a più cuore. Gli interessi della sua una realtà commerciale, pienamente legittima ma tale.  Utilizzare il poco tempo per criticare un competitore non ritengo sia il massimo per chi sostiene di rappresentare una realtà associativa.

 

Faccio questo riferimento non per esaltare il presidente di Conftrasporto che non ne ha necessità, ma per il semplice motivo di voler dimostrare come sono le realtà composite che arrivano a rappresentare meglio gli interessi. Chi sceglie di andare in solitudine non va da nessuna parte. E’ questo modo di rappresentare che può al meglio tutelare gli interessi del mondo delle imprese. Le diversificazioni  rischiano solo di tutelare gli interessi particolari e personali.

 

Paolo Uggè

22 maggio 2020