IL PUNTO di Paolo Uggè

Le notizie di questi giorni sui grandi Media sono dedicate agli Stati Generali che il Presidente del Consiglio ha voluto indire per aprire un confronto con le rappresentanze degli interessi presenti nel Paese.

 

Vi è chi lo definisce un tentativo di nascondere i problemi irrisolti; chi addirittura pensa ad una strategia per far passare in secondo piano tutte le vicende legate al Covid 19; chi invece attribuisce agli Stati generali l’obiettivo di mettere le basi per un futuro ruolo di primo piano nella politica del Paese da parte del presidente Conte. Personalmente ritengo che, soprattutto per un esecutivo che non ha ricevuto alcun mandato popolare,  il confronto avrebbe dovuto tenersi nel luogo dove la democrazia effettivamente  si sostanzia. Cioè il Parlamento.

 

Conftrasporto  ha fatto avere le proprie proposte sul trasporto e la logistica, tramite la Confederazione che  ha partecipato agli incontri con il presidente Sangalli. L’intervista sul Corriere della Sera di oggi ne è la più evidente dimostrazione di quanto il tema trasporti e logistica siano parte delle politiche confederali e che quindi meritino siano affrontate dal massimo leader della Confederazione. 

 

Certamente le notizie che lasciano intravvedere insorgenti difficoltà agli interventi economici della Unione Europea per la contrarietà di alcuni Stati e le notizie sempre più preoccupanti che emergono dalla lettura di  rapporti economici, come quello che Format Research ha elaborato per la Confederazione, non ci possono lasciare tranquilli.

 

La Pandemia ha scatenato la più grave recessione economica in quasi un secolo e questo ci dice che per il futuro dell’economia le prospettive sono altamente incerte.” In termini di Pil il nostro Paese è uno di quelli che maggiormente risentirà della crisi arrivando alla riduzione del 14%.

 

Oltre il 70% delle imprese, che rappresentano il 73,7% dell’occupazione, dichiara una riduzione di fatturato nel bimestre marzo-aprile (nel 41,4% dei casi si è dimezzato). Il 58% delle imprese, sta pensando a tagli del personale, non appena sarà terminato il “blocco dei licenziamenti”. Il rischio che 430 mila imprese possano chiudere i battenti con la conseguente perdita dei posti di lavoro per oltre un milione di lavoratori è reale. Potrebbero andare in fumo fino a 120 miliardi di ricchezza (8% del valore aggiunto di tutto l’intero sistema produttivo).

 

Oltre la metà delle imprese, con il 37,8% di occupati, prevede una mancanza di liquidità necessaria per far fronte alle spese che si presenteranno entro la fine dell’anno.

 

Senza atti concreti, con il Pil che potrebbe precipitare, secondo il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco sarebbe necessario prevedere un disegno organico di riforme come unica strada.

 

Forse era il caso di dibattere nella sede appropriata i temi che potremo essere costretti ad affrontare. Ed ancora una volta, così come quando una casa brucia tutti concorrono ad operare per spegnere l’incendio e rispondono con generosità alla richiesta di aiuto, anche in questo caso occorrerebbe un coinvolgimento di tutte le parti sociali e politiche per individuare le  migliori soluzioni utili al bene del Paese. Mi pare di dover constatare, non solo che la scelta sia stata la spettacolarizzazione ma che sia purtroppo mancata la richiesta convinta di coinvolgimento, a leggere alcune dichiarazioni.

 

Anche il mondo del trasporto e della logistica, passato rapidamente dall’essere definito eroico ad un mondo al quale far mancare persino risposte che non costano ma che determinino certezze delle regole per evitare che i più deboli abbiano a subirne le conseguenze, si troverà nell’autunno coinvolto nelle conseguenze che la mancanza di scelte adeguate produrrà. Questo vale non solo per gli “eroici camionisti” ma per tutti gli operatori del mare e del settore delle crociere. Le federazioni Conftrasporto hanno elaborato un idoneo documento che ricomprende quelle che sono le esigenze dei mondi rappresentati . Occorrono risposte adeguate e concrete.

 

Le rappresentanze responsabili non mancheranno di fare il proprio dovere ma se non si otterranno in breve tempo le risposte utili, per impedire che singoli episodi si possano collegarsi, l’incendio scoppierà, e non sarà facile domarlo.

 

Nel trasporto su gomma, settore particolarmente impattante, le soluzioni che si sostanziano sul rispetto di norme di legge che possono, se applicate con discernimento, contenere i fenomeni di delusione e rabbia in grado di determinare reazioni e proteste incontrollate, le soluzioni sono legate al rispetto delle leggi e delle regole.

 

Il tema della mobilità delle persone e delle merci non si risolve solo parlando di infrastrutture ma anche con dei semplici interventi che applichino norme già in vigore per renderle più rispondenti e adeguate per uno sviluppo in grado di far competere il sistema, dei porti, del mare della logistica più in generale.

17 giugno 2020