IL PUNTO di Paolo Uggè

Da conferme ricevute sembra che per le imprese del trasporto merci una buona parte delle questioni aperte, siano esse di carattere economico che normativo, dovrebbero trovare soluzione. Lo vedremo nelle prossime settimane. Alla ripresa, dopo il periodo agostano, faremo le nostre valutazioni. Non possiamo dire di aver risolto tutte le questioni ma i risultati non mi sembrano da gettare via.

 

Intanto salutiamo l’onorevole Raffaella Paita, eletta in questi giorni presidente della Commissione trasporti della Camera dei Deputati e ci complimentiamo con Lei. Salutiamo il presidente Morelli che nei primi due anni di legislatura ha presieduto la Commissione e rivolgiamo anche al presidente della Commissione lavori pubblici e trasporti del Senato, Sen. Mauro Contorti, i nostri complimenti per la riconferma ottenuta. Noi siamo sempre pronti a fornire la nostra collaborazione.

 

La settimana ha vissuto una intensa fase politica per la questione della proroga dello stato di emergenza, richiesto dal Governo, sia per lo scostamento di bilancio, resosi necessario per fronteggiare la difficile fase della nostra economia che tarda a riprendere lo slancio necessario.

 

Aveva ragione Goffredo Mameli quando nella seconda strofa dell’inno Fratelli d’Italia inseriva il concetto di divisione che da secoli è presente nel nostro Paese. “Noi fummo da secoli calpesti e derisi perché non siamo popolo perché siamo divisi”. Questa definizione fornisce le motivazioni per le quali sia nei consessi europei, al di là delle tesi che certi pennivendoli ci ammansiscono, siamo considerati molto poco e gli Stati guida a livello europeo pretendono di metterci sotto tutela. Purtroppo le cause sono tutte da attribuire ai chi ha rappresentato e rappresenta l’Italia nei consessi europei. I comportamenti tenuti dagli Esecutivi che hanno guidato il Paese, con particolare riferimento a coloro che lo hanno fatto negli ultimi anni, sono l’origine della scarsa credibilità che ci viene attribuita.

 

Nella gestione della diffusione del virus e della proroga dello stato di emergenza abbiamo dato il meglio di noi stessi. Nessuno che evidenzi come il numero dei contagiati nel Paese sia riscontrato nella gran parte nei centri di accoglienza e dagli immigrati di ritorno. Anziché tutelare i cittadini italiani ci dividiamo sulle misure di natura sociale, che ogni persona ragionevole assumerebbe (non sostengo tesi sovraniste o contrarie alla accoglienza). Chiedo invece controlli adeguati e l’applicazione dei principi con i quali è regolato il dramma dell’immigrazione che deve essere affrontato ma in modo organico. Prevalgono le divisioni determinate da posizioni di natura ideologico-politica ed il risultato è che, unico Paese in Europa, manteniamo lo stato di emergenza. Condivido con chi sostiene che la decisione sia contraria ai principi costituzionali ma devo dire anche quanto l’opposizione sia inesistente e rilasci, solo a parole, dichiarazioni stampa che lasciano il tempo che trovano. Questo concorrerà, temo, a peggiorare la situazione nel prossimo autunno e l’insipienza di chi ha assunto tali scelte le pagheremo sia a livello economico che, e mi auguro così non sia, probabilmente anche nell’esercizio delle libertà costituzionali.

 

Credo che sia sotto gli occhi di tutti come il turismo, i consumi, i livelli della produzione fatichino a ritrovare i ritmi ante Covid. Questo impatterà sull’occupazione e sulle attività di trasporto. Ma i nostri uomini politici discutono di sistemi elettorali, dell’omofobia, si azzuffano per le poltrone e tante altre questioni, meritevoli di trattazione, ma prima intervengano per dare una svolta decisiva ai temi della vivibilità, della sicurezza, della salute e di natura economica.

 

Augurare buone vacanze, ammesso che siano in molti a poterle godere, sarebbe un rituale stantio e forse di pessimo gusto. Viviamo questi momenti cercando di riflettere sulla necessità di ritrovarci intorno ad una idea di Paese che cerchi la giusta strada per affrontare i difficili momenti che saremo costretti a subire. Noi come sempre avvenuto, ce la metteremo tutta. Invitiamo tutti a non disperdere le energie ed alimentare le divisioni che ci indebolirebbero ulteriormente. In autunno dovremo, tra le altre cose, realizzare la giornata di studio per affrontare i temi di una più rispondente organizzazione, rieleggere gli organismi sia della Fai che della Conftrasporto ed organizzare nel mese di novembre un momento convegnistico che sostituisca la giornata del “forum di Villa d’Este, che quest’anno abbiamo dovuto sospendere per le note ragioni. In quella occasione manterremo comunque viva l’ormai tradizionale appuntamento presentando un libro che riassuma e proverà a ripercorrere le sei edizioni precedenti, presentando un quadro di come siano evolute nel tempo le vicende che interessano il nostro mondo, unitamente ad una sintesi aggiornata con le ultime informazioni e gli ultimi dati disponibili. Ovviamente siete tutti invitati.

 

Faremo ogni sacrificio per proseguire nella rappresentanza di un mondo che consideriamo essenziale per il nostro Paese. Lo facciamo per i nostri imprenditori, in particolare per quelli che credono in noi e sono a noi vicini e con noi condividono le nostre scelte.

 

A presto risentirci.

31 luglio 2020