IL PUNTO di Paolo Uggè

La scorsa settimana ho pubblicato quanto apparso sulla prima pagina di un giornale nazionale che metteva a confronto i dati relativi al Covid, registrati nel marzo, con quelli del mese di ottobre. Nessuna smentita da parte della stampa né dai cosiddetti esperti o meglio ancora da esponenti del governo. Venerdì 16 ottobre un altro quotidiano nazionale di rilevante importanza ha pubblicato, a sua volta, il medesimo raffronto. Il silenzio è continuato. Non vi pare singolare? Il messaggio era dello stesso tenore. In sostanza si dimostra che con un minor numero di persone sottoposti al tampone i positivi, chiamarli “contagiati”, a mio avviso è un termine improprio, risultavano essere il 25% contro il 4,8% del 14 ottobre. Un ulteriore dato che mi ha sorpreso è quello della letalità 7,8% nel mese di marzo dello 0,3% ad ottobre. Differenze significative che sollevano una domanda. Perché allora ci stanno portando verso una sorta di lockdown?

 

Non voglio correre il rischio di compiere analisi che competono ad altri e lascio ad ognuno la valutazione in merito. Mi limito a riportare anche questa tabella perché ci si renda conto dei fatti e non delle chiacchiere.

 

 

In questi giorni è tutto un dibattere tra virologi, politici, giornalisti. Intanto si dovrebbe proporre il premio Nobel al presidente Conte. E’ riuscito a scaricare le colpe e le responsabilità sugli amministratori locali che, accortisi dello scherzo, hanno iniziato a starnazzare manco fossero le oche del Campidoglio. Quello che di fatto emerge è che siamo in presenza di nuove restrizioni che, alla luce dei dati contenute nelle tabelle, non possono che sollevare perplessità. Le regioni oltre tutto non potranno più protestare nei confronti del Governo perché le restrizioni le chiederanno loro.

 

I dati con numeri molto più bassi di quelli del mese di marzo sono inventati o reali? Se poi guardiamo alle misure annunciate non possiamo pensare che il risultato sarà solo quello della chiusura dei ristoranti e dei centri commerciali. Caleranno gli acquisti e le frequentazioni nei locali certamente. Questo significa che si produrrà e si trasporteranno anche meno merci. Le libertà individuali garantite dalla Costituzione saranno limitate. In sostanza si rischia di tornare ai livelli dei mesi del lockdown in pochi mesi.

 

Non sarebbe stato più semplice vietare gli assembramenti nelle strade o davanti ai locali prevedendo per i menefreghisti (gestori e clienti) penalità elevate? Che senso ha prevedere la chiusura dei ristoranti alle 23. Ma come si va a casa, visto che scatterebbe, secondo queste menti obnubilate, il coprifuoco. Non si va al ristorante, né a fare attività sportive e non ci si incontra neppure a casa con un amico o un parente.

 

Se mi muovo con la mia autovettura quale rischio di contagio corro? Nessuno! Non sarebbe il caso invece di mettere in circolazione pattuglie, con militari a supporto, ed applicare in presenza di assembramenti, le sanzioni anzidette anche nei confronti di cittadini esteri? Invece destiniamo delle risorse per il reddito di cittadinanza piuttosto che finanziare i controlli sul rispetto delle regole.

 

Così stanno rovinando la nostra vita e facendo fallire tante attività nonché di mettere a rischio la salute di molti cittadini. Se ho la necessità di scaricare l’ansia facendo una camminata in solitaria dopo le 23 come mi comporto?

 

Nei giorni scorsi i media hanno ripreso le dichiarazioni del professor Crisanti che avrebbe ipotizzato per il prossimo Natale un nuovo lockdown. Non ho registrato smentite in merito, anzi mi pare di aver sentito una ipotesi di 700 morti al giorno. Addirittura l’esperto, sulla sua previsione di chiusura per il Natale avrebbe dichiarato di essere stato troppo ottimista perché l’emergenza sarebbe scattata prima. Quanti cittadini si recheranno allora nei negozi per acquisti nelle precedenti settimane con queste fosche visioni?

 

Ma se quanto sostenuto, immagino frutto di studi scientifici ed approfonditi, non certo consultando i tarocchi, risponde a quanto dichiarato si deve pensare ad un futuro oscuro. Il dramma è che queste parole hanno un impatto sull’economia oltre che alla salute psichica dei cittadini, già sotto tensione, grazie ai ravvicinati provvedimenti emanati dal Governo. Stiamo tornando ai mesi di marzo aprile e giugno dove a cadenza ravvicinata venivano emanati DPCM e decreti.

 

I risultati per l’economia nazionale li conosciamo. Tutti speravamo in una lenta ripresa. Rappresentanti del Parlamento e da ultima, ma non certo ultima in ordine di importanza, la presidente del Senato Elisabetta Casellati, hanno evidenziato comportamenti che sembrano umiliare chi ha la rappresentanza del popolo. Il tutto tuttavia non ha prodotto effetti. Anzi nell’ultimo DPCM, per complicare alla gente la comprensione si è operato integrando con emendamenti il precedente atto. Un modo di legiferare che solleva dubbi, oltre che sulla tecnica legislativa, anche sulla modalità dei contenuti.

 

Ma cosa potrà determinare l’apocalittica previsione del professor Crisanti? I commercianti come reagiranno in prossimità delle feste natalizie? Ed, in termini di acquisti, i cittadini? Qualcuno potrebbe anche ipotizzare una class action nei confronti dell’Esperto. Potrebbe promuoverla una associazione dei commercianti, o dei consumatori, singole persone interessate, chiedendo magari anche i danni. E’ giunto il momento che coloro che rilasciano dichiarazioni se ne assumano le responsabilità, anche patrimoniali.

 

Affermo questo poiché In tutta questa situazione di incertezza è esplosa dirompente la dichiarazione del professor Giorgio Palù che sarebbe stato un insegnante del professor Andrea Crisanti.  Il professore Palù sostiene (anche questo è ripreso da organi di stampa) che l’esperto Crisanti sia stato suo allievo ma che non sarebbe per nulla un virologo e non avrebbe mai pubblicato un libro di virologia. Sarebbe un esperto di zanzare. Non ho certo la competenza per giudicare ma se dovessi avere il dubbio di essere contagiato dal virus, ricorrerei ai professori Bassetti, Zangrillo, chiederei lumi ai professori Garattini o Giulio Tarro, andrei anche dal mio medico ma sicuramente non mi rivolgerei ad un, pur se esimio, entomologo (esperto di zanzare, come lo definisce il professor Palù). Anche per taluni media sembra essere meglio dell’oracolo di Delfo.

 

Ma questi politici da strapazzo possibile non si siano resi conto che prorogando lo stato di emergenza per ragioni di sanità pubblica si sono dati poteri di intervento a chi non è mai stato eletto? In Parlamento si doveva bloccare questa evoluzione. Non lo hanno capito o hanno preferito tutelare le loro esigenze di potere o di poltrone?

 

Il vero dramma è che il Paese, gli imprenditori, i cittadini si ritrovano ancora, ed a distanza di pochi mesi, coinvolti in una situazione Kafkiana. Ma possibile non si assumano iniziative? Non si potrebbe dichiarare il lockdown a questa fiera di dichiarazioni che servono solo ad alimentare polemiche e ad incrementare uno stato ansiogeno nei cittadini? Non esiste qualcuno che possa intervenire, con l’autorevolezza che gli viene riconosciuta, e dire: adesso basta, state zitti!

20 ottobre 2020