IL PUNTO di Paolo Uggè

 

E’ l’ora delle persone capaci

 

Mai come in queste ultime settimane abbiamo dovuto subire le esternazioni di pseudo esperti, molti di loro non sono neppure medici, in tema di pandemia. Sembra che la ricerca sia solo quella di poter apparire ed ottenere una visibilità sia sui media cartacei che in video. Un’ordalia di dichiarazioni che non sembrano tuttavia voler rappresentare numeri reali ma evoluzioni ipotetiche e che nelle scelte effettuate, volendo sentire le regioni colpite, utilizzano dati non propriamente in linea con l’attualità. Possiamo dire che la sensazione che se ne trae è quella di trovarsi in un grande pollaio dove galli, scrittori di libri in cerca di notorietà, studiosi delle zanzare e tuttologi sparano le loro previsioni. L’obbiettivo è quello di generare un clima positivo? Di tranquillizzare la gente? Assolutamente no! Vi è addirittura che si trasforma in un “affossatore degli operatori del commercio” e si fa portavoce degli acquisti on line. Dico, con molta franchezza che non ne sentiamo la necessità di questi onniscienti tuttologi. Se sono capaci facciano il loro mestiere ma non si trasformino in fattucchiere che diffondono terrore.

 

Leggo sempre con molto piacere le analisi e le possibili evoluzioni che si fondano su basi scientifiche di chi non solo è medico ma anche docente della materia e confesso che cominciano a prudermi le mani quando leggo le previsioni di certi studiosi di zanzare. Da quello che si sente in giro se questi non fossero supportati dai media sempre solo alla ricerca della notizia, nel volgere di poco tempo non se ne sentirebbe più parlare di loro. Non risponde al vero che non esistano fonti autorevoli che sostengano ipotesi diverse.

 

Ho letto quella del direttore di Radio Maria Don Livio Fanzaga che sostiene come la pandemia sia frutto di un’arma biotecnologica cinese per colpire l’occidente attraverso una sorta di dittatura sanitaria. Non ho elementi né adeguate conoscenze per contestare tale tesi. Ma una domanda me la pongo conoscendo la serietà e l’equilibrio della persona. Perché se ne parla poco? Invece perché si dà spazio ai vari Burioni, Crisanti, Lopalco, Ruggeri, insomma a quella pletora di esperti che stanno intorno al Ministro della Salute Speranza, un conoscitore della materia sanitaria da far impallidire la Lorenzin che era il Ministro precedente e” riconosciuta esperta” in scienze mediche. Saranno mica quei collaboratori che hanno inviato in Calabria un Commissario che forse pensava ad un riconoscimento per meriti ma non sapeva che doveva riorganizzare il sistema sanitario della Regione, (forse pensava ad una vacanza premio). Per non parlare del sostituto che si è presentato sostenendo che il virus necessiti, per svilupparsi, di un “lungo bacio” che duri 15 minuti (neppure su scherzi a parte si registra un pressapochismo di tale livello). Il professor Ricolfi, responsabile della fondazione Hume, pur avendo proprie tesi ammette che, anche se l’economia reggerà, alla fine a comandare sarà la Cina. Tale visione sembra essere in linea con quella del direttore di Radio Maria. Un approfondimento, sempre se fosse vero che il virus era già in circolazione nell’ultimo trimestre del 2019, forse sarebbe più adeguato rispetto a dare spazi agli entomologi, ai pressapochisti ed a coloro che esternano a senso unico.

 

A tale proposito seguo con grande preoccupazione la questione della gestione dell’organizzazione della distribuzione del vaccino anti Covid. L’esigenza che il farmaco debba essere conservato a meno 80 gradi fa assumere alla gestione logistica una decisiva funzione. Sarebbe necessario che chi se ne occuperà innanzitutto abbia una conoscenza approfondita di cosa sia la logistica del freddo e del farmaco. Il commissario invece che è stato individuato non ha propriamente brillato nella distribuzione dei banchi con le rotelle nelle scuole. Né mi pare nelle sue attività pregresse si sia mai occupato di gestioni logistiche ad elevato livello.

 

Ora il farmaco che arriverà in containers adeguati per raggiungere i centri logistici di smistamento dovrà viaggiare su mezzi gommati o su treno. Poi conservato per essere consegnato agli ospedali. Il farmaco può resistere fino a tre giorni a temperature tra 3 e 6 gradi, e questo è un aspetto positivo ma evidenzia come l’organizzazione logistica, posto che negli ospedali non so quanti abbiano celle in grado di conservare e stoccare i vaccini che devono essere iniettati, sia la chiave di volta per un funzionamento adeguato e di successo. Davvero si pensa che uno come l’esperto Arcuri che non mi pare abbia maturato sul campo esperienze logistiche sia in grado di gestire una simile operazione?

 

Per questo ho proposto alla signora Ministro di costituire un gruppo di lavoro di operatori che, forti della loro esperienza maturata sul campo, predispongano un protocollo al quale attenersi. Non so se la risposta sarà adeguata. Da quanto si apprende e si legge temo rischiamo di avere la ripetizione dell’esperienza avuta con la distribuzione dei banchi. Felicissimo di essere smentito.

16 novembre 2020