

Sebbene nel 2018 sia proseguita l’espansione dell’economia nell’area dell’euro, il suo ritmo ha perso slancio. La crescita si è ridotta dal 2,5% nel 2017 all’1,8% nel 2018, per effetto di una serie di circostanze sfavorevoli che si sono manifestate nel corso dell’anno. Un significativo indebolimento del commercio mondiale, associato a vari fattori specifici a livello di paese e settore, ha inciso sul settore esterno e in particolare sul comparto manifatturiero.
L’economia interna ha tuttavia mostrato una relativa capacità di tenuta, sorretta dalla perdurante ripresa dei mercati del lavoro. L’occupazione è aumentata di 10 milioni di unità dal minimo toccato a metà 2013 e il tasso di disoccupazione è diminuito al 7,8% in dicembre, il tasso più basso da ottobre 2008. Le dinamiche vigorose dei mercati del lavoro si sono tradotte in una crescita dei salari continua e generalizzata, che ha raggiunto il 2,2% nell’ultimo trimestre. L’aumento dell’occupazione e dei salari ha, a sua volta, contribuito a sostenere la spesa per consumi.
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