

La settimana è stata caratterizzata dalle assemblee di due grandi associazioni, quella delle aziende assicuratrici, l’ANIA e delle banche, l’ABI, entrambe alla presenza delle più alte cariche dello stato. E molti sono gli spunti scaturiti da questi incontri a così alto livello. Del resto le imprese assicuratrici e le banche svolgono ruoli fondamentali nelle vicende economiche del nostro Paese. Si pensi, che le imprese assicuratrici, da sole tengono nelle proprie mani il 15% del debito pubblico, come ha ricordato la Presidente Ania Bianca Maria Farina. Dalle parole di Antonio Patuelli, presidente ABI, viene uno sprone per l’Italia e i nostri governati: “l’Italia deve essere coprotagonista di una nuova Europa più democratica e solidale.” Riferendosi poi situazione economica interna: “Non ci rassegniamo ad una economia italiana che cresce troppo poco, quando cresce, mentre aumenta sempre il debito pubblico, … né a uno spread elevato che appesantisce i fattori produttivi”.
Il ministro dell’Economia Tria, nel suo intervento all’Assemblea Abi ha colto l’occasione per valorizzare l’azione di Governo: “Un anno fa ero qui a descrivere uno scenario significativamente diverso dall'attuale, e sono sfumati, di fronte alla realtà dei fatti e delle azioni, i dubbi immotivatamente diffusi sulle coerenze politiche del nuovo governo con il quadro delle regole europee.” “Tenendo conto del difficile contesto internazionale e i segnali di una forte inversione ciclica ha poi detto, il ministro – riteniamo che l'andamento dell'economia italiana da inizio anno sia stato nel complesso soddisfacente”.
Per il Commercio al dettaglio, scrive l’Istat commentando i propri dati, si conferma a maggio l’ampliamento, già osservato il mese precedente, del differenziale di crescita tra le imprese di piccola dimensione, sotto i 5 addetti, che vedono una flessione tendenziale del 4,8%, e quelle grandi, con oltre 50 addetti, che registrano un modesto incremento (+0,4%). Una dinamica simile, seppure meno ampia, caratterizza i primi cinque mesi del 2019. Le vendite delle piccole imprese risultano infatti in calo (-1,4% rispetto allo stesso periodo del 2018), mentre le grandi imprese, nello stesso arco temporale, mostrano un incremento dell’1,4%.
Un andamento del commercio peggiore di quello atteso che dimostra tutte le fragilità che caratterizzano la domanda delle famiglie, ha commentato l’Ufficio Studi Confcommercio.
Dopo due mesi di cali, torna a crescere la produzione industriale, scrive l’Istat nel suo report. Si stima che a maggio l’indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti dello 0,9% rispetto ad aprile. Nella media del trimestre marzo-maggio, il livello destagionalizzato della produzione diminuisce dello 0,1% rispetto al trimestre precedente. Un dato sostanzialmente in bianco e nero.
L’importanza del commercio elettronico, in un contesto, anche industriale, in veloce evoluzione, è stato oggetto di analisi di Confcommercio Pordenone, in relazione alle aziende del proprio territorio, ma anche di Fnaarc, Associazione degli Agenti di Commercio, aderente a Confcommercio. Le analisi sono a cura di Format Research e se ne parla in questa Newsletter.