

Nei giorni scorsi, presso il Palazzo dell’ONU a New York, al Climate Summit, si è parlato di tutela dell’ambiente e cambiamenti climatici. È intervenuto anche il Primo Ministro Conte il quale ha sostenuto: “Dobbiamo inserire nella nostra Costituzione la tutela dell'ambiente, della biodiversità, dello sviluppo sostenibile. Serve un cambio radicale”.
Che i cambiamenti climatici siano frutto o meno dell’agire dell’uomo, certo è che il Pianeta Terra è la nostra unica casa e come tale va rispettata e tutelata, per il benessere di tutti e delle generazioni future, con tutte le azioni virtuose che si possono fare in questa direzione. Abbiamo riportato il bell’esempio di Confcommercio Lombardia nella precedente Newsletter e altri sono in questa.
Nell’ultimo Bollettino Economico a cura della BCE è scritto chiaramente che i rischi per le prospettive di crescita dell'Eurozona sono orientati al ribasso e sono principalmente legati alle incertezze connesse a fattori geopolitici (la Brexit in particolare), alla crescente minaccia del protezionismo e alla vulnerabilità dei mercati emergenti. La BCE fa quindi un appello affinché i governi interessati da un rallentamento economico che dispongono di margini per interventi di bilancio agiscano in maniera efficace e tempestiva. Parole rivolte evidentemente alla Germania. Ai Paesi con un grande debito pubblico, come l’Italia si indica di perseguire politiche prudenti e adoperarsi per il conseguimento degli obiettivi in termini di saldo strutturale.
Davvero molto interessante l’ultimo intervento del Governatore della Banca d’Italia Visco che, alla giornata dell’Economia intitolata a Marcello de Cecco, proprio riferendosi all’intervento della BCE per il contrasto all’inflazione, ha ammonito di fare attenzione ai prezzi e alla loro discesa che, in un momento così problematico per l’economia, non solo italiana, può portare al rischio concreto di deflazione, con tutti i nefasti effetti che ne conseguirebbero per i debiti pubblici.
A settembre 2019, scrive l’Istat, la ripresa del clima di fiducia dei consumatori (da 111,9 a 112,2), deriva in particolare da un miglioramento della valutazione della situazione personale e delle prospettive future.
Per le imprese si registra invece un nuovo indebolimento del clima di fiducia. La flessione di settembre è trainata dal settore manifatturiero, in calo per il quarto mese consecutivo, e dal commercio al dettaglio. I segnali positivi riguardano il settore dei servizi e, soprattutto, il comparto delle costruzioni. A questo punto, commenta l’Ufficio Studi di Confcommercio, è di fondamentale importanza che un impulso favorevole provenga dalla prossima legge di bilancio che dovrebbe suggerire un tracciato credibile per la ripresa economica, partendo ovviamente dal completo disinnesco dei programmati aumenti delle imposte indirette.