

30/11/2019 – La fiducia e i ricavi del terziario sono in calo in Friuli Venezia Giulia, con una situazione però diversificata tra commercio al dettaglio, in difficoltà, e turismo, in buona salute. Lo evidenzia l’indagine congiunturale sul terzo trimestre della Confcommercio Fvg in collaborazione con Format Research.
Il contesto è di un deterioramento delle imprese Fvg da luglio a settembre: -32 dell’agricoltura, -45 dell’industria, -129 del terziario. Nel dettaglio, il saldo delle imprese del terziario è negativo in tutte le province, fatta eccezione per Pordenone (+10, mentre Gorizia -9, Trieste -34, Udine -96). Evidente il contributo negativo del commercio, specialmente al dettaglio. «Il settore paga una pressione fiscale troppo elevata e una burocrazia asfissiante che frenano, oltre ai consumi, anche la propensione all’innovazione», commenta il presidente regionale di Confcommercio Giovanni Da Pozzo.
«I dati, purtroppo, non stupiscono – aggiunge l’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo Sergio Bini –. L’Italia vive una perdurante fase di difficoltà economica, con situazioni politiche interne e di congiuntura internazionale che condizionano le esportazioni. Per il rilancio del Paese è urgente una seria manovra nazionale. Come giunta ci siamo adoperati per sostenere i diversi comparti iniettando importanti risorse e lavorando su modifiche ai regolamenti e nuove norme. Il ddl Sviluppo Impresa sarà di ulteriore stimolo per l’economia, a partire dalla riforma dell’accesso al credito».
Negli ultimi due anni, informa Format Research, si è registrato un calo del numero di operatori del commercio al dettaglio pari al -1,5%, un dato analogo a quello nazionale (-1,6%). Dall’altra parte, spiccano le performance delle imprese del turismo, che costituiscono l’unico comparto a reggere l’urto del fenomeno della desertificazione delle imprese negli ultimi 24 mesi. Gli operatori della ristorazione e delle strutture ricettive del Fvg fanno rilevare il segno “più” in termini di imprese attive sul territorio e sono cresciute del +10% nell’ultimo decennio.