

Carissimi oggi riporto un’ampia sintesi di una intervista rilasciata da un noto virologo ed i dati ripresi da alcune tabelle. Lo faccio non per diffondere fake news ma rendere noto quanto viene pubblicato su alcuni autorevoli fonti che non sono state ad ora smentite. E’ chiaro che qualora fossero false chiedo sin da ora la massima severità nei confronti degli autori. Per questo dispongo che questa comunicazione sia leggibile solo a chi è in possesso della nostra password. Una meditazione va comunque fatta.
Riporto i dati sul numero dei decessi verificatisi negli ultimi 20 anni ed alcuni pareri espressi da qualche illustre virologo. Non li ho presi “per strada ma da fonti che a mio avviso hanno una attendibilità. Certo se fossero non reali invito le Autorità competenti a farlo, i dati vanno smentiti ed inquisiti. Per noi ha il solo valore di pareri da conoscere e non diffondere.
ISTAT
Una tabella ricavata dai dati Istat sosterrebbe che dal 2012 al 2020 nel 1°trimestre i decessi sarebbero stati 18.0551 nel 2012 e 16.5367 nel 2020, inclusi quelli causati dal virus. Se reali.
Riporto sempre relativamente ai decessi quanto attribuito a Gian Carlo Blangiardo, presidente Istat. Le morti per polmoniti nel marzo 2019 sono state 15.189, l’anno precedente 16.220. il numero dei decessi per Covid sarebbe di 12. 352, dichiarati nel marzo 2020.
Intervista al virologo Giulio Tarro
Da Affari italiani riassumo le parti salienti di un articolo/intervista di Alessandro Pedrini al virologo Giulio Tarro, premiato in America, nel 2018, come miglior virologo dall’anno, allievo di Albert Sabin, padre del vaccino contro la poliomelite. Isolò il vibrione del colera quando scoppiò l’epidemia a Napoli. Queste le tesi/risposte e considerazioni.
“Oggi esiste uno stato d’ansia che si concentra su come tenersi alla larga del virus. Ogni giorno siamo immersi in un ambiente saturo di innumerevoli virus ma nessuno ci dice che se non ci ammaliamo è grazie al nostro sistema immunitario. Ho combattuto il vibrione del colera, l’epidemia dell’Aids, ed il male oscuro del virus ”sinciziale”. Queste esperienze mi portano a dire che il rischio del Covid 19 è sostanzialmente uguale a quello delle numerose epidemie influenzali che si registrano tutti gli anni.
Ogni anno, prosegue l’intervista del professore, in Italia circa diecimila persone, per lo più anziane o affette da qualche patologia muoiono. Ogni anno sono colpiti circa sei milioni di persone da sindrome influenzale. Saranno innumerevoli le persone a pretendere analisi ed un’assistenza impossibile a darsi.
Dobbiamo staccare la spina da una informazione ansiogena e ipocritamente intrisa di appelli a non farsi prendere dal panico anche per permettere alle strutture sanitarie interventi mirati. Bisogna considerare che il 99% delle persone che vengono contagiate dal Covid 19 guariscono ed i loro anticorpi neutralizzano il virus.
Occorre una attenta prevenzione: lavaggio delle mani, coprirsi con il gomito in caso di starnuti, anche con mascherine, stare in casa se ammalati e richiedere l’intervento sanitario se intervengono difficoltà respiratorie. Fortunatamente il Covid 19 non ha la stessa mortalità della SARS del 2003 e neppure della MERS del 2012 che registrava una mortalità del 36%. Il nostro nemico è una malattia che ha una mortalità dell’1%, come dimostrato da diversi studi tra i quali quello del professor Fauci. Abbiamo bisogno di una terapia antivirale efficace. Né per la SARS né perla MERS sono stati preparati vaccini, si è fatto ricorso agli anticorpi monoclonati.
Probabilmente il virus circolava in da molto tempo. L’alta mortalità non è certo dovuta ad un virus più cattivo ma alla sottostima del numero dei contagiati. I numeri della protezione Civile che emana ogni giorno sono per nulla significativi, sono surreali. Si basano sui risultati dei tamponi eseguiti in maniera scoordinata dalle Regioni. C’è quindi una sottostima degli infettati che rapportata con il numero di non meglio precisati deceduti finisce per dare al un tasso di letalità di 28 volte superiore a quello che si registra in Germania per il Corona Virus.
Mi è piaciuto molto lo studio pubblicato sul Corriere della Sera di Luca Floresti e Claudio Cancelli. L’andamento delle passate epidemie influenzali e la particolare viralità del Corona virus mi fanno ritenere attendibili questi studi.
Vi è da aggiungere lo sfascio del sistema sanitario. A Gennaio quando si è saputo dell’epidemia in Cina l’Italia non ha fatto nulla. Siamo arrivati tardi.
Il Covid 19 più che indebolirsi sta facendo il suo decorso. I casi di polmoniti interstiziali e trombo- embolici polmonari sono soprattutto su soggetti anziani e con patologie pregresse.
Per Milano io seguirei pedissequamente il modello cinese attraverso l’uso delle mascherine, un’igiene personale accurata e soprattutto adottando misure restrittive solamente per anziani e persone con patologie serie. Le condizioni per aprire ci sono già ma a patto che si tutelino i più deboli.
Per le esperienze che ho avuto posso dire che il Covid19 potrebbe sparire come la prima SARS. Per questo serve una cura più che un vaccino. Sono positivo per il prossimo futuro. Il caldo si porterà via il virus. Basti pensare alle latitudini africane qui il virus non prende piede.
La Lombardia e il Nord Italia hanno diverse somiglianze con Wuhan e la provincia dell’Hubei. Il sud per un fattore geografico e climatico è stato il meno colpito.
Riusciremo a fare le nostre vacanze. Scienza e caldo saranno alleati. Il virus non ha vita facile con il sole, l’acqua salata e la salsedine. Il virus sarà solo un brutto ricordo ed avremo le mascherine finché le industrie dovranno venderle.
Questa è la sintesi delle cose più importanti dell’intervista con il virologo Tarro. Mi scuso per qualche taglio su osservazioni tecnico sanitarie. Lo scopo è solo dare una informazione che ho ripreso da Affari Italiani.it l’intervista è datata 15 aprile 2020.
Raccomando l’assoluta riservatezza che deve essere utilizzata.