

21 maggio 2020 – Le stime messe a punto dallo staf della Bce per l'impatto economico della pandemia sull'Eurozona indicano "che anche una profonda recessione di circa il 5% nel 2020 appare ora un esito favorevole, con scenari più gravi che indicano una contrazione fino al 12% del Pil". E il consiglio direttivo "dovrà essere pronto ad aggiustare il Pepp e potenzialmente altri strumenti" alla riunione d'inizio giugno, se vedrà che le dimensioni dello stimolo sono inferiore a quanto necessario. Lo scrive la Bce nelle minute del meeting del consiglio direttivo di fine aprile.
MR Lane ha osservato che le economie europee e mondiali stanno attualmente vivendo una contrazione economica straordinaria e grave. Le misure di assistenza sanitaria pubblica per contenere la diffusione del coronavirus hanno bloccato molte attività economiche in tutto il mondo. La valutazione degli sviluppi economici più probabili era stata resa più difficile del solito dal livello eccezionalmente elevato di incertezza. L'analisi degli scenari è stata l'approccio migliore e il lavoro del personale della BCE ha indicato che anche una profonda recessione del 5% circa nel 2020 ora sembrava essere un risultato positivo, con scenari più severi che proiettavano una contrazione fino al 12% del PIL. Allo stesso tempo, man mano che le misure di contenimento venivano gradualmente revocate, il Consiglio direttivo poteva aspettarsi una significativa ripresa dell'attività economica, sebbene la sua velocità e le sue dimensioni rimanessero molto incerte.
Gran parte degli spread dell'Eurozona si sono allargati rispetto al Bund, e a fine aprile "in alcune giurisdizioni gli spread erano tornati temporaneamente, o avevano persino superato i livelli osservati prima dell'annuncio del programma di emergenza pandemica (Pepp)". E' uno dei temi discussi dal Consiglio direttivo nella riunione del 29 e 30 aprile, come testimoniano le minute dell'incontro. A contribuire al rialzo degli spread – scrive la Bce – "le aspettative di maggiori necessità di emettere debito e l'alta incertezza che prevale circa l'impatto economico e finanziario della crisi".