

L’impennata dei prezzi dei carburanti sta mettendo in ginocchio il comparto del trasporto merci e della logistica in Italia. Negli ultimi giorni, la fiammata dei costi del gasolio alla pompa ha scatenato una serie di proteste spontanee e blocchi stradali da parte degli autotrasportatori in diverse Regioni, da Nord a Sud. Picchetti, presidi ai varchi portuali e lumache di tir lungo le principali arterie autostradali stanno creando forti disagi alla circolazione e minacciano di bloccare le forniture dei beni di prima necessità e la catena di approvvigionamento dei mercati. In questo clima di forte incertezza e crescente agitazione sociale si inserisce la presa di posizione di Confcom e Conftrasporto.
“Siamo molto preoccupati per il clima di tensione creato dall’insostenibile situazione del caro-energia, che è già sfociato in iniziative di protesta non autorizzate in varie Regioni del Paese. Queste manifestazioni spontanee rappresentano un rischio per tutto il sistema economico, ma sono anche la conseguenza di mesi di aumenti del costo dei prodotti energetici che oramai pesano per oltre il 40% sui costi operativi. Per questo, facciamo appello al senso di responsabilità a cui ogni attore in causa è chiamato a rispondere, a partire dall’esecutivo, con interventi immediati e diretti a sostegno delle imprese e auspichiamo una prossima convocazione nelle opportune sedi istituzionali”. Così il vicepresidente di Confcom e presidente di Conftrasporto, Pasquale Russo, sulle proteste contro il caro gasolio in atto in varie parti d’Italia.