

14 gennaio 2020 – Italia appena sopra lo zero. Si conferma anche nel 4° trimestre 2019 il persistere di una sostanziale stagnazione. L’industria è ancora in difficoltà: a dicembre gli ordini sono in parziale recupero, ma il PMI (Purchasing Managers’ Index) è crollato ancor di più (46,2) e il CSC stima una produzione in calo nel trimestre. Nei servizi, invece, il PMI è salito a dicembre, in area di debole crescita (51,1).
Più occupazione. È ripartita in autunno l’espansione dell’occupazione (+0,2% a ottobre-novembre sul 3° trimestre), trainata dalla componente dipendente, specie a tempo indeterminato. Gli occupati in aumento a ritmi più alti del PIL implicano un calo della produttività del lavoro (-1,3% da inizio 2018).
L’export cresce a fatica. In ottobre l’export è cresciuto del 3,2%, terzo aumento consecutivo, sostenuto dalle vendite extra-UE (deboli però a novembre). Giappone e Svizzera i mercati più dinamici, male in Medio Oriente, Sud America, Cina. Deboli le prospettive: gli ordini esteri sono in lieve risalita a dicembre, dai minimi. Pesano i dazi USA sull’agro-alimentare e le incertezze globali, specie per l’automobilistico.
Consumi deboli… Dovrebbe proseguire una modesta espansione dei consumi: la fiducia delle famiglie ha recuperato in parte a dicembre, con opinioni più favorevoli sull’economia; sono risalite le immatricolazioni di auto (+2,6% nel 4° trimestre). Tuttavia: la spesa resta frenata da un risparmio elevato; gli ordini interni dei produttori di beni di consumo sono lievemente peggiorati negli ultimi mesi.