

14 marzo 2020 – Oggi è un giorno diverso da ieri. Questa mattina a Via Lanciani hanno cantato dalle finestre e dai balconi. Bella cosa. Siamo tutti a casa. Ma non siamo soli e la vita continuerà in qualche modo anche dopo. Prepararsi al “dopo” mi sembra un ottimo modo per tenere allenata la speranza, per continuare a fare funzionare il cuore. La speranza dovremmo considerarla come un vero e proprio “muscolo”, che se trascuri per troppo tempo si atrofizza e muore. La speranza allora va tenuta in vita, pensando a coloro che non possiamo abbracciare o che non possiamo andare a trovare, pensando al lavoro che abbiamo dovuto abbandonare, a tutto ciò che potremmo fare e che in questi giorni non possiamo fare. Il “dopo” è fatto di questo: persone da riabbracciare e da amare, persone da sostenere, posti di lavoro da rioccupare nuovamente, palestre da frequentare nuovamente e poi cinema, chiese dove prendere la messa e pregare, ristoranti, discoteche, posti dove recarsi per un weekend, librerie dove spigolare tra gli scaffali, bar per prendere gli aperitivi, teatri, concerti, l’impegno politico e sociale, i club e le appartenenze dei quali facciamo parte e dei quali siamo parte, ragazzini da accompagnare e riprendere a scuola, feste di compleanno, momenti tristi e momenti belli, tutto. Approfittiamo di questi momenti obbligati considerandoli una “pausa di riflessione”, ancorché obbligata. Pensiamo con un sorriso e tanta voglia di ricominciare al nostro domani, al domani di tutti, all’avvenire che ci attende. Avremo tanto da ricostruire, ma abbiamo anche spalle larghe e mani forti per farlo. Utilizziamo l’esperienza che stiamo facendo come una metafora della nostra condizione umana: dove il destino di ognuno è legato al comportamento di tutti: nessuno di noi è solo perché dal comportamento di ciascuno di noi dipende il destino di tutti gli altri. Questo momento passerà, il dopo sarà più difficile, ma sarà l’alba di un nuovo giorno, un giorno senza male, lo attendiamo come la sentinella attende l’aurora, e sarà bellezza, grazia, colori.
Pierluigi
Tutto andrà bene