

Ciò che più si temeva si è avverato. L’epidemia di Coronavirus esplosa in Cina ha travalicato i confini della nazione asiatica e, purtroppo, tra i Paesi più colpiti c’è proprio l’Italia, con un numero di contagi accertati che aumenta di ora in ora e che ha già superato largamente i cento e fatto tre vittime.
Nel Lodigiano, focolaio dell’infezione, c'è divieto di allontanamento e di ingresso. Le zone saranno presidiate dalle forze di polizia e, in caso di necessità, anche dai militari, con sanzioni penali per chi viola le prescrizioni. Ma in tutta la Lombardia e nelle regioni del Nord Italia si stanno prendendo in queste ore decisioni drastiche per ridurre i rischi di contagio.
E se la questione sanitaria è la prima emergenza ad essa segue la questione economica con la preoccupazione per l’impossibilità di prevedere la durata della crisi, come ha detto in un’intervista a La Stampa il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, che comunque confida nelle capacità di reazione delle donne e degli uomini milanesi e lombardi.
È ancora difficile, e sicuramente prematuro, calcolare l'impatto del virus sull'economia italiana, con la quarantena obbligatoria scattata nei paesi colpiti di Lombardia e Veneto e le misure precauzionali prese da moltissime aziende di quelle regioni. Intanto il mondo di imprese e commercio chiede al governo di intervenire con misure di sostegno e con l'apertura di una tavolo ad hoc al ministero dello Sviluppo economico. Il ministro Stefano Patuanelli nei giorni scorsi ha detto che il Governo sta valutando misure per aiutare le imprese italiane colpite.
Inevitabilmente le preoccupazioni per il diffondersi del Covid-19, virus del Coronavirus, sono state al centro del G20 di Riad. Per ora è prematuro quantificare l’impatto sull’economia mondiale ma intanto il Fondo Monetario Internazionale, con il direttore Kristalina Georgieva, ha detto che anche in caso di rapido contenimento del virus, vi potrà essere un impatto sull'economia in Cina e nel resto del mondo, sottolineando che data l'incertezza, sarebbe prudente prepararsi agli scenari più avversi. Sempre al G20 il ministro italiano dell’Economia Gualtieri ha detto che c’è piena consapevolezza dei rischi che una maggiore diffusione dell'epidemia rappresenta per la crescita mondiale.
Per il 2019, scrive l’Istat, si rileva una diminuzione rispetto allo scorso anno sia del fatturato dell’industria sia dei nuovi ordinativi. Per il fatturato, al netto degli effetti di calendario, si tratta del primo calo in termini annui dal 2015, per gli ordinativi della prima diminuzione dal 2014. Un dato molto negativo al quale si è giunti con il rallentamento dell’export, il calo della produzione, la crisi dell’auto e la frenata tedesca. Ed ora si sommeranno a tutto questo gli effetti per la diffusione del Covid-19. Sarà un periodo difficile, certo, ma abbiamo comunque la certezza che l’Italia, con il suo grande popolo, con la forza e la determinazione di tutti, con il valore delle nostre imprese, sarà in grado di uscire bene da questa crisi sanitaria ed economica.