

Sappiamo bene come l’andamento economico di una nazione, ma anche quello globale, possa risentire delle crisi politiche e sociali, ambientali e sanitarie, delle tensioni commerciali fra stati e dei gravi focolai che periodicamente si riaccendono nelle zone calde del pianeta.
In Svizzera, a Davos, per il World Economic Forum, si è parlato di tutto questo.Hanno fatto discutere le minacce di Donald Trump di nuovi dazi contro il segmento l’auto nell’Eurozona, se non viene rivista la web tax, il sistema di tassazione internazionale per obbligare i colossi tech come Google o Facebook a pagare le imposte dove realizzano i propri ricavi. Eventuali rappresaglie americane colpirebbero i tre Paesi più avanzati nella tassazione dei gruppi digitali ovvero Francia, Italia e Regno Unito.
Ma il tema che più di ogni altro ha tenuto banco, anche a livello mediatico con la contrapposizione ideale della giovane Greta Thumber e il Presidente Trump, è stato quello dei cambiamenti climatici, ormai considerati anche dalle grandi istituzioni economico finanziarie, come una delle maggiori minacce per il sistema economico globale. Di questo ha parlato Kristalina Georgieva direttrice del FMI, “Sul cambiamento climatico tutti quanti devono agire”, e Christine Lagarde che nella conferenza stampa sulle Decisioni di Politica Monetaria della BCE ha detto: “il cambiamento climatico è responsabilità di tutti, ovunque noi siamo dobbiamo combatterlo. Diversi dipartimenti della Bce sono al lavoro per capire l’impatto del climate changesulla gestione dei rischi, i modelli, le previsioni”.
E ai motivi di attenzione per l’economia mondiale si sta sommando in queste ore la preoccupazione crescente per la drammatica epidemia da Coronavirus esplosa in Cina nella metropoli di Wuhan, città con oltre 11 milioni di abitanti, intorno alla quale si è stretto un imponete cordone sanitario: nessuno può lasciare la metropoli e il traffico di treni e aerei in uscita, bus, metropolitane, traghetti e trasporto interurbano è stato temporaneamente bloccato. Negli scali internazionali sono stati predisposti controlli intensi e particolari su gli arrivi provenienti dalla Cina.
In Italia, scrive l’Istat, l’indebolimento della domanda estera determina, a novembre, un arresto della crescita congiunturale del fatturato dell’industria che tuttavia, su base trimestrale, segna un risultato positivo. La crescita trimestrale è determinata dalla più vivace dinamica del mercato interno e, con riferimento ai raggruppamenti principali di industrie, dalla crescita dei beni di consumo (sia durevoli che non durevoli). Al netto della componente di prezzo, il settore manifatturiero evidenzia una variazione congiunturale nulla su base mensile e una modesta crescita su base trimestrale.
Nei giorni scorsi sono stati presentati due rapporti, entrambi basati anche su dati Format Research, che accendono un faro su importanti settori della nostra economia: il trasporto e la ristorazione.
Secondo l’Osservatorio Congiunturale Trasporti Confcommercio-Conftrasporto, nel 2019 in Italia è proseguita la crescita, seppur a scartamento ridotto, del trasporto passeggeri, mentre frena il trasporto merci.
Il Rapporto FIPE, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, mostra lo stato di salute del settore e i nuovi trend dei consumi degli italiani, rilevando la crescita del numero delle imprese della ristorazione rispetto a un anno fa.