

Il Regno Unito ha formalizzato la separazione dalla Ue nella notte del 31 gennaio, dopo oltre tre anni dall’inizio di questo processo. Ora si è in un momento di transizione durante il quale, fino al 31 dicembre 2020 tutti gli aspetti più importanti, dai contributi comunitari di Londra al budget Ue alla libera circolazione dei cittadini, rimarranno immutati. Presto, però dovranno essere sciolti alcuni nodi fondamentali, primo tra tutti quello delle future relazioni commerciali tra UE e Regno Unito. Ciò spiega perché, seppure in lieve miglioramento, la fiducia dei consumatori e la quotazione della sterlina restano basse rispetto ai livelli precedenti il referendum del 2016.
Nel quarto trimestre del 2019, scrive l’Istat, secondo la stima preliminare, la dinamica del Pil ha subito una battuta di arresto (un calo dello 0,3%) che ha interrotto la debole tendenza positiva prevalsa nell’arco dei quattro trimestri precedenti. Tale risultato negativo determina un abbassamento del tasso di crescita tendenziale del Pil, che scende a zero dallo 0,5% del trimestre precedente.
Il Fondo Monetario Internazionale prevede per l’Italia crescita intorno allo 0,5% per il 2020 dopo lo 0,2% stimato per il 2019, e sullo 0,6-0,7% nei prossimi anni, al livello più basso dell'intera Unione europea.
E senza una vera ripresa dell’economia non ci può essere un duraturo aumento dell’occupazione, nonostante Quota 100 e il Reddito di cittadinanza. Lo confermano gli ultimi dati dell’Istat secondo cui a dicembre 2019 l’occupazione è calata di 75mila unità rispetto a novembre, attestandosi a 23,3 milioni. Sono scesi i posti di lavoro tra i dipendenti con contratto a tempo indeterminato e tra gli autonomi mentre sono aumentati i contratti a termine.
Interessante il doppio andamento per il clima di fiducia monitorato dall’Istat, con quelle delle imprese in peggioramento e quello dei consumatori in miglioramento. Per quanto riguarda le imprese, l’indice composito del clima di fiducia diminuisce, riportandosi sul livello dello scorso novembre, sintesi di un miglioramento nell’industria e di un peggioramento nei servizi e nel commercio al dettaglio. Per i consumatori, il clima di fiducia recupera completamente la flessione registrata a novembre 2019 riportandosi sul livello dello scorso ottobre. L’aumento è dovuto ad un diffuso miglioramento di tutte le componenti.
Presentato a Roma CONFALI, il nuovo organismo confederale di coordinamento della filiera agroalimentare che unisce le sette Federazioni nazionali di categoria del comparto già presenti in Confcommercio: Assipan, Assocaseari, Confida, Fedagromercati, Federgrossisti, Fida e Uniceb.
Confcommercio Toscana ha presentato a Firenze i risultati del primo osservatorio congiunturale sui bar in Toscana, condotto da Format Research. Il settore dei pubblici esercizi toscani è composto da 22mila imprese, oltre un terzo delle quali sono bar, in forte crescita grazie all'aumento dei consumi fuori casa, ma segnati da un turn over elevatissimo.