

"Difendo la solidarietà. Senza un’Europa unita non vinceremo il virus”. Emmanuel Macron
Scrive Repubblica che è un “Conte furioso quello che ha attaccato senza mezzi termini le posizioni attendiste di alcuni colleghi europei del Nord” ma, dopo sei ore di accese discussioni, il Consiglio Europeo, riunito in teleconferenza giovedì, ha raggiunto un primo accordo sulle misure per affrontare la pandemia da coronavirus, prevedendo che l’Eurogruppo presenti fra due settimane nuove proposte per gestirne sul lungo periodo gli effetti in Europa. La gravità della situazione, evidenziata anche nelle osservazioni del Segretario generale dell’Ocse Gurria, che prevede che per ogni mese di contenimento ci sarà una perdita di 2 punti percentuali nella crescita annuale del PIL, impone misure nuove e la collaborazione di tutti. Infatti, il diffondersi della crisi sanitaria connessa alla pandemia da Covid-19, ha imposto limiti strettissimi alla circolazione di merci e persone e limiti sempre più gravi alle attività produttive, tanto che si potrà determinare uno shock di dimensioni inimmaginabili all’economia internazionale, come ha riportato l’Istat in Parlamento nella memoria per il così detto “Decreto Cura Italia”.
Anche l’Ufficio Studi di Confcommercio prevede un drastico calo del Pil nel caso in cui il Paese “riaprisse” a ottobre. Inoltre, con la chiusura di attività e settori quali alberghi, ristorazione, trasporti, tempo libero si stima una perdita in consumi di oltre 50 miliardi di euro.Naturale conseguenza di questa situazione economico sanitaria sono i risultati sul clima di fiducia di consumatori e imprese, monitorati dall’Istat tra il 2 e il 13 marzo, che raggiungono livelli particolarmente bassi. Si stima che il clima di fiducia dei consumatori passi da 110,9 a 101,0 e l’indice composito del clima di fiducia delle imprese da 97,8 a 81,7.
Si segnala, anche per tornare a ciò che diciamo sopra, ovvero alla necessità della collaborazione di tutti per superare questo difficile periodo, l'articolo "Nessun Paese è un'isola: per una risposta coordinata al Covid-19", curato da ricercatori della Banca d'Italia, dov’è riportata un’affermazione di Agnès Bénassy-Quéré, economista francese, et alia: la crisi rappresenterà anche una prova della nostra capacità di essere solidali. Se i paesi membri dell'UE riuscissero a unire i loro sforzi per evitare questo "male comune", la loro cooperazione potrebbe trovare un nuovo slancio per arrivare a dotare l'Unione di un fondamentale bene comune: una governance più completa ed efficace. Se dovessero invece fallire, le speranze di una più profonda integrazione economica e politica dovrebbero probabilmente essere accantonate per un lungo periodo.