

È un momento estremamente difficile per l’economia italiana. Banca d’Italia, nelle sue Previsioni macroeconomiche, prefigura una contrazione del PIL del 9,2 per cento nella media di quest’anno, seguita da una ripresa nel prossimo biennio e i consumi delle famiglie si ridurrebbero quest’anno a ritmi analoghi a quelli del PIL. Dati severi anche nelle Prospettive Istat per il 2020-2021.
L’Osservatorio Congiunturale Format Research (OCF), in pubblicazione oggi, analizza l’impatto dell’emergenza Covid-19 sull’andamento delle imprese italiane. La crisi sanitaria ha provocato un crollo di fiducia senza precedenti nelle imprese. La dimensione del fenomeno è misurabile osservandone gli effetti sui diversi settori di attività economica: è il caso del comparto turistico, in netta ripresa negli ultimi anni e che ha di fatto visto azzerato il proprio contributo alla ricchezza del Paese. L’auspicabile, graduale e probabilmente lenta ripresa, dovrà necessariamente passare per il nodo lavoro. L’OCF, mostra come siano in bilico circa un milione di posti di lavoro, dei quali 400.000 nelle sole regioni del Sud Italia. 430.000 imprese potrebbero chiudere nel 2020 senza più riaprire, ovvero senza essere sostituite da altre imprese nate nel corso dell’anno, delle quali 130 mila nell’industria (manifattura e costruzioni) e 300 mila nel terziario (commercio, turismo e servizi).
Confcommercio, che periodicamente misura il disagio sociale, parla, nel suo Misery Index dell’8 Giugno, di “esplosione”: il MIC di aprile 2020 si è attestato su un valore stimato di 41,9 in aumento di 22 punti rispetto a marzo, toccando un livello mai raggiunto prima (l’indice è calcolato dal 2007) a seguito del peggioramento del mercato del lavoro.
A complicare una situazione già di per sé difficile, dopo liquidità, costi e crollo dei consumi, anche l’usura e i tentativi illeciti della malavita di impadronirsi delle aziende tra gli ostacoli all’attività delle imprese del commercio e della ristorazione, come mostrato nella ricerca Confcommercio in collaborazione con Format Research sulla pressione della criminalità durante l’emergenza Covid-19.
La Bce ha rilanciato gli acquisti di debito per l'emergenza pandemica. Francoforte ha aumentato di 600 miliardi di euro il 'Pepp', portando il totale a 1350 e, nel corso di un colloquio con il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso grande apprezzamento per le ulteriori decisioni assunte dalla Banca Centrale Europea. (QUI) Ogni aiuto è importante per risalire dal baratro nel quale siamo venuti a trovarci e l’Italia rimane comunque un Paese forte e dalle grandi potenzialità e potrà avviarsi verso la ripresa economica se saprà valorizzare le proprie più importanti caratteristiche, investendo su settori chiave come ambiente, cultura, turismo e ricerca, affrontando la questione occupazionale con determinazione perché non c’è ripresa senza lavoro.