

Continuano le forti tensioni commerciali innescate da quella che sta diventando una vera guerra dei dazi ed è notizia recentissima che l’India li ha aumentati su ben 28 prodotti USA, con tariffe che arrivano fino al 70%.
Scrive il Fmi nel suo rapporto article IV sulla zona euro che, l’escalation delle tensioni commerciali, l’alto rischio di no deal su Brexit e i Paesi ad alto debito che non riescono a ricostruire buffer di bilancio e attuare le riforme strutturali, rappresentano i tre fattori di rischio per i quali le previsioni per la zona euro restano precarie.
E c’è un messaggio forte da Commissione Europea e Stati membri: il Governo italiano ha circa una settimana di tempo per convincere l’Europa a non portare a compimento la procedura di infrazione per dedito eccessivo. Sarebbe la prima volta che uno stato europeo viene messo in mora per questa ragione. Da parte nostra il ministro Tria, in linea con il premier Conte, mostra ottimismo e sostiene che non ci saranno manovre correttive e nuovi interventi sul deficit che comunque calerà ugualmente. E a giorni sarà pronta, sostiene Conte, la lettera chiarificatrice per la Commissione Europea. Certo che se la procedura dovesse concretizzarsi l’Italia diventerebbe un sorvegliato speciale, costretta a manovre correttive con inevitabili aumenti di tasse, tagli alla spesa e ai servizi sociali.
Il MIC (Misery Index Confcommercio) di aprile 2019 si è attestato su un valore stimato di 17,0 in diminuzione di tre decimi di punto rispetto a marzo. Il miglioramento dell'indicatore è stato determinato principalmente dal rallentamento dell'inflazione per i beni e i servizi ad alta frequenza d'acquisto.
Nella sua ultima “Congiuntura Confcommercio”, l’Ufficio Studi, con il Pil che scende dello 0,1% e i consumi in terreno negativo, parla esplicitamente di economia ferma e non vede ripresa all’orizzonte.
La produzione industriale, scrive l’Eurostat nella sua nota del 13 giugno, ad aprile è scesa nell’area euro di mezzo punto percentuale e dello 0,7 nell’Unione a 28, così come nel nostro Paese che segna un -0,7% sul mese e un -1,5% rispetto all’anno precedente.
Sul sito della Banca d’Italia vengono pubblicati in questi giorni i report sulle economie regionali.