

Il caso Ilva, di cui molto abbiamo letto in questi giorni sui giornali, è di importanza vitale. Si tratta di tutelare il posto di lavoro di bel oltre 10000 persone, di farlo nel rispetto della città di Taranto e delle persone che vivono il quell’ambiente. Si tratta anche di tutelare il sistema economico industriale italiano. L’Italia è una grande potenza industriale che nell’acciaio dell’Ilva ha sempre potuto contare per poter lavorare e produrre. Le conseguenze di un blocco della produzione sarebbero gravissime, ci sarebbe un vero contraccolpo per l’economia dell’Italia. La chiusura dell’impianto, che da solo costituisce oltre l’1% del Pil italiano, costringerebbe i nostri industriali a rifornirsi all’estero, con tutto ciò che questo comporterebbe.
Intanto un gesto importante arriva dall’ABI, l’Associazione Bancaria Italiana, che sensibilizzerà le banche affinché via sia la massima attenzione sugli strumenti già disponibili e per individuare nuove misure per ridurre le difficoltà dei lavoratori dell’Ilva. E Intesa Sanpaolo, per supportare i dipendenti della società ex ILVA, ha deciso di dare la possibilità a coloro che tra i lavoratori del gruppo e dei fornitori sono suoi clienti, di sospendere le rate di mutui e prestiti personali per un periodo fino a 12 mesi, raccogliendo così la proposta della FABI.
Tutto questo si inserisce nel quadro che ormai da tempo è delineato e che l’Istat, nella Nota mensile di ottobre, ribadisce mostrando come gli indicatori qualitativi più recenti confermino un quadro congiunturale globale caratterizzato da incertezza, con rischi di estensione del rallentamento industriale anche al settore dei servizi. In Italia è proseguita, scrive l’Istituto di statistica, la fase di crescita lieve dei livelli complessivi di attività economica. Secondo la stima preliminare, il Pil nel terzo trimestre è aumentato dello 0,1% congiunturale, confermando la dinamica dei tre trimestri precedenti.
Se l’economia del Vecchio continente sembra avviarsi verso un periodo di crescita più contenuta, per quanto riguarda l’Italia, scrive la Commissione Europea nelle sue Previsioni economiche di autunno, l’economia italiana si è bloccata all'inizio del 2018 e non mostra ancora segni di una ripresa significativa. Nel 2020, la crescita è destinata a riprendersi modestamente a seguito della crescente domanda esterna e della moderata spesa delle famiglie, sebbene quest'ultima sarà parzialmente frenata da un indebolimento del mercato del lavoro.
Il presidente di Confcommercio Sangalli, in un suo editoriale di domenica su Il Gazzettino, parla della Manovra economica, cui riconosce il merito di aver disinnescato l’aumento Iva per quest’anno, e approfondisce sulle questioni fiscali: “Crediamo che la priorità resti una riforma complessiva delle aliquote Irpef a vantaggio di tutti”. Termina il suo intervento sul giornale invitando il Ministro dell’Economia ad agire per tempo, nelle sfide impegnative che attendono l’Italia, per il bene del Paese.