

I dazi di Washington sulle autovetture sarebbero “un disastro”. Così si è espresso la settimana scorsa il commissario UE per il Commercio, Cecilia Malmstroem a Bruxelles, sottolineato che l’Unione europea sta preparando una lista di contromisure qualora gli Usa imponessero dazi sull’importazione di auto europee per la guerra commerciale intrapresa dal presidente degli Stati Uniti. Ma è una guerra, questa, su più fronti commerciali e geo economici, alla quale gli USA potrebbero risultare vulnerabili, come scrive il Fondo Monetario Internazionale nel World Economic Outlook, che comunque vede i dazi come la la maggiore minaccia alla crescita mondiale.
Nella pubblicazione Articolo IV 2018, sulle politiche della Area Euro, l’FMI sostiene che l’economia di Eurolandia è ancora buona. La crescita rimane forte, ampia e favorevole al lavoro. Ma allo stesso tempo, alcuni rischi si stanno evidenziando, tra cui le crescenti tensioni commerciali, i dazi di cui sopra.
L’Italia, in questo studio, viene annoverata fra i Paesi ad alto debito, per i quali il Fondo suggerisce di sfruttare la crescita in atto per ricostruire cuscinetti di bilancio, prevenendo così la necessità di futuri più drastici aggiustamenti più avanti.
L'economia italiana rallenta. Lo dimostrano anche i numeri dell'Osservatorio congiunturale trasporti realizzato da Confcommercio-Conftrasporto, anche con dati Format Research, il cui primo numero è stato presentato a Roma in una conferenza stampa organizzata presso la sede nazionale di Confcommercio. Si tratta del primo e unico strumento in grado di informare sulla variazione del traffico merci e passeggeri tra un trimestre e l'altro.
Nel mese di maggio, dopo due mesi di crescita congiunturale, l’Istat registra una flessione delle esportazioni, cui si associa anche un calo su base annua, più marcato in volume che in valore. In entrambi i casi è l’area Extra Ue a contribuire maggiormente alle flessioni delle vendite all’estero. Nei primi cinque mesi dell’anno la dinamica tendenziale dell’export risulta comunque positiva, seppure in rallentamento.
Per quanto riguarda l’inflazione l’Istat segnala che a giugno continua a crescere nelle componenti legate maggiormente agli acquisti quotidiani delle famiglie. Infatti l’accelerazione della crescita dei prezzi al consumo è di nuovo trainata dai prezzi dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (in particolare carburanti insieme con frutta fresca e vegetali freschi), che registrano un aumento su base annua più che doppio di quello generale. Un contributo inflazionistico deriva anche dai prezzi dei trasporti, che da inizio anno mostrano tensioni crescenti.
L’economia del Mezzogiorno prosegue nella sua lenta ma costante risalita. I segnali positivi restano prevalenti, ma il ritmo con cui i valori pre-crisi vengono recuperati è ancora contenuto. Così il Check Up Mezzogiorno di luglio 2018, tradizionale studio curato da Confindustria e SRM – Studi e Ricerche per il Mezzogiorno (Centro Studi del Gruppo Intesa Sanpaolo) che fotografa la situazione socio economica e produttiva delle regioni meridionali.
È sempre vivo il desiderio degli italiani di risiedere in una casa di proprietà come risulta dall’Indagine Tecnoborsa Le famiglie italiane e il mercato immobiliare, transazioni e mutui.
La fiducia delle imprese torinesi sulla seconda metà del 2018 è stabile, in leggero miglioramento rispetto a marzo, ma ancora sotto i livelli del 2017. Inoltre si prevede che a fine anno saranno nate 13.894 nuove imprese a fronte di 13.507 che chiuderanno con un tasso di crescita pari a + 0,18 contro lo 0,88% nazionale. Lo rilevano i dati raccolti da Format Research per conto di Ascom e Camera di Commercio di Torino. “Numeri positivi certo, ma ancora troppo bassi, ci aspettavamo qualcosa di più – ha commentato la presidente di Ascom Torino, Maria Luisa Coppa. E grande eco hanno avuto i dati Format Research per Confcommercio Torino resi noti contestualmente e dal quale risulta la grande voglia dei Torinesi di riavere le Olimpiadi Invernali: le chiedono a gran voce l’82,7% dei cittadini, mentre fra i giovani il consenso aumenta quasi al 93%.