

Si sta rafforzando la crescita economica del Paese, come sottolineato anche dal vicedirettore generale della Banca d'Italia, Fabio Panetta intervenendo alla Italy day Conference organizzata a Londra da Bank of America Merrill Lynch. Sono molti i dati economici che lo confermano, sia nelle settimane passate che di questa appena trascorsa. Certo occorre che la crescita si consolidi ulteriormente e abbia reale effetto sulla vita quotidiana delle famiglie, e dei cittadini.
Nella media del 2017 il fatturato dell'industria, corretto per gli effetti di calendario, aumenta in valore del 5,1%, gli ordini del 6,6% (dati grezzi). Lo rileva l'Istataggiungendo che il dato sul fatturato è il più alto dal 2011 (quando era +6,8%) e che per il solo comparto manifatturiero cresce in volume del 3,3%. A dicembre, il fatturato dell'industria cresce del 2,5% su novembre e del 7,2% sullo stesso periodo del 2016. È importante sottolineare che la crescita congiunturale del fatturato a dicembre è dovuta sia al mercato interno (+2,9%), sia a quello estero (+1,9%).
Per quanto riguarda l’inflazione l’Istat attesta che a gennaio segna un +0,3% con un +0,9 sull’anno.
I dati Inps sul lavoro mostrano che nel 2017 si è registrata una crescita di occupazione di quasi mezzo milione di posti di lavoro, relativi però soprattutto a contratti a tempo determinato. Sempre meno sono le assunzioni stabili: solo il 23,2%.
Secondo il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, intervenuto a margine della presentazione dell'indagine sulla demografia d'impresa nei centri storici, "dopo una crisi lunga e profonda, il processo di desertificazione dei centri storici e delle periferie sta finalmente rallentando. Ma difficilmente si tornerà alla vivibilità di una volta". Il suggerimento del Presidente è quello di ridurre le tasse e creare maggiori incentivi per le imprese che hanno una attività commerciale o vogliono crearne una nelle città.
Secondo gli interessanti risultati dell’indagine congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia condotta dal 2 al 31 gennaio 2018 presso 1.530 agenzie immobiliari da Tecnoborsa con Banca d’Italia e Agenzia delle Entrate, nel quarto trimestre del 2017 la quota di operatori che segnalano pressioni al ribasso sulle quotazioni degli immobili è tornata ad aumentare.
È stato pubblicato il nuovo Indice di Percezione della Corruzione (CPI) di Transparency International che fotografa un’Italia migliore rispetto all’anno scorso: il CPI 2017 posiziona il nostro Paese al 54° posto nel mondo (su 180 Paesi), con un incremento di 6 posizioni, ma un punteggio tuttavia non ancora pienamente sufficiente di 50 su 100. Le posizioni scalate dal 2012, anno dell’approvazione della legge anticorruzione, ad oggi sono 18, di cui 15 da quando è stata creata l’Autorità Nazionale Anticorruzione. Un progresso in controtendenza con l’andamento della maggior parte degli altri Paesi a livello globale che faticano a migliorarsi.