

Nella provincia di Torino, si prevede che a fine 2018 saranno nate 13.894 nuove imprese (11.125 del terziario, 2.769 degli altri settori) e che saranno cessate 13.507 imprese (9.414 del terziario, 4.093 degli altri settori), per un saldo positivo tra iscrizioni e cessazioni pari a +387 imprese (+1.711 del terziario, -1.324 degli altri settori). Il tasso di crescita previsto (2018 su 2017) è pari a +0,18%, inferiore a quello nazionale (+0,88%).
In questo scenario, si mantiene stabile la fiducia delle imprese del terziario della provincia di Torino nell’andamento dell’economia italiana e, parallelamente, migliora il sentiment circa l’andamento della propria attività. Si tratta di un’inversione di tendenza rispetto al calo di marzo (è il fisiologico “effetto elezioni”), pur restando l’indicatore al di sotto dei livelli di fine 2017.
Rallenta la dinamica positiva dell’andamento dell’occupazione, accelera l’inflazione, si accorciano i tempi di pagamento da parte dei clienti. Cresce leggermente la quota di operatori che fanno domanda di credito, sebbene calino leggermente le risposte positive. Questi, in sintesi, i principali risultati che emergono dalla ricerca sulle imprese del terziario della provincia di Torino, realizzata da Ascom Confcommercio Torino in collaborazione con Format Research realizzata in collaborazione con Camera di commercio di Torino e illustrata oggi alla presenza della presidente Maria Luisa Coppa, dell’assessore al Commercio Alberto Sacco, del presidente di Format Research Pierluigi Ascani e del direttore Carlo Alberto Carpignano.
In linea generale, migliorano i giudizi circa il livello dei ricavi, sebbene si registri una flessione della dinamica di crescita negli ultimi trimestri, frutto anche del rallentamento dei consumi. In questo senso, gli operatori del terziario di Torino considerano il decoro urbano (manutenzione di strade, piazze, monumenti) e la presenza di eventi (a sfondo enogastronomico di qualità o musicale) aspetti decisivi per agevolare l’incremento dei ricavi delle imprese sul territorio.
Tuttavia, solo il 17% di queste (spesso quelle più strutturate) ha finanziato in passato la realizzazione di opere e/o altri investimenti di questo genere. Si tratta di azioni che rientrano nella categoria dei cosiddetti investimenti a «sfondo culturale». Al di là della propensione ad «investire in cultura», oltre tre imprese su quattro riterrebbero «importante» agire in questo senso, sia per agevolare l’attrattività turistica della città, sia per costruire un’identità territoriale. Quando le imprese sono impossibilitate ad investire in «cultura», ci si aspetta lo facciano le amministrazioni locali.
A supporto dei flussi turistici, gli operatori riterrebbero necessari interventi di riqualificazione urbanistica e l’incentivazione di eventi sul territorio. “Le imprese chiedono per essere competitive e attirare turismo una maggiore attenzione al decoro urbano e l’incentivazione di eventi internazionali e di qualità sul territorio e di investimenti nel settore culturale. Torino è stata una città colta, una capitale industriale, culturale e politica insomma di target elevato – dichiara la presidente Maria luisa Coppa. Servono grandi mostre e grandi eventi di caratura nazionale e internazionale."
Stiamo lavorando a un calendario importante –ha affermato l’assessore al Commercio del Comune di Torino Alberto Sacco – si pensi solo al progetto Leonardo in via di definizione. Il trend è comunque positivo come rileva il 5% di turisti in più nel mese di giugno”.
Una rilevazione a parte è stata dedicata al gradimento dei torinesi delle Olimpiadi 2026, otto su 10 si dichiaramo molto favorevoli ai giochi a cinque cerchi. L’82 per cento dei residenti vorrebero ripetere l'esperienza del 2006 , una percentuale che balza ai limiti del totale del 93% fra i giovani sotto i 30 anni.
"I torinesi si sono espressi in modo chiaro", ha commentato Pierluigi Ascani presidente di Format Research. Chiarezza di scelta riconosciuta anche dall'assessore al Commercio di Torino, Alberto Sacco. "Questo è un tema troppo delicato. Qualsiasi cosa si dica si sbaglia – osserva -, come Amministrazione stiamo lavorando sul progetto". "È chiaro che i torinesi e le imprese cittadine vorrebbero queste Olimpiadi a Torino -conclude la presidente dell'Ascom, Maria Luisa Coppa -.