

Roma, 20 Ottobre 2017
FIS17241
SM
Oggetto: Fisco. Ordinanze della Corte di Cassazione in materia di conseguenze legate al superamento del “de minimis” e alla dichiarazione dei redditi infedele della società di persone.
Segnaliamo due importanti ordinanze della Corte di Cassazione in materia fiscale, relativamente:
Con Ordinanza n. 22995 del 2 Ottobre u.s, la Corte di Cassazione (sezione Lavoro), ribadendo precedenti orientamenti, ha affermato che il superamento della soglia sugli aiuti di Stato rientranti nella categoria “de minimis” (che, per l’autotrasporto, ricordiamo essere stata fissata in 100.000 € nel triennio), determina per l’impresa l’obbligo di restituzione dell’intero aiuto e non della sola parte eccedente. Infatti, la Cassazione evidenzia che “..il superamento della soglia muta.. la natura dello sgravio, che non può più essere considerato aiuto di importanza minore ai fini dell’applicazione della disciplina concernente gli aiuti de minimis”; con la conseguenza – prosegue l’Ordinanza – che “riacquista pieno vigore la disciplina del divieto, che investe di necessità l’intera somma e non soltanto la parte che eccede la soglia di tolleranza”.
Con Ordinanza n. 22011 del 21 Settembre u.s, la VI sezione della Corte di Cassazione ha stabilito che, in presenza di un avviso di accertamento effettuato nei confronti di una società semplice (nella fattispecie, si trattava di una società in accomandita semplice), il socio – benché accomandante -, per il semplice fatto di rivestire questa qualifica, è sempre soggetto alla sanzione per infedele dichiarazione (attualmente prevista dall’art. 1 del d.lgs 471/1997, che va dal 90% al 180% della maggior imposta dovuta). Particolarmente interessanti appaiono due passaggi dell’Ordinanza, alla base di questa conclusione:
I testi delle due ordinanze, sono disponibili ai link sottoindicati.
Cordiali saluti.