

Le assemblee degli autotrasportatori, tenutesi nelle giornate di sabato 12 e domenica 13 hanno confermato la volontà di effettuare, mercoledì 23 gennaio, con possibilità di prolungamento dell’azione, la giornata di protesta ai principali valichi di confine. Interessati alle manifestazioni i valichi del Brennero, di Ponte Chiasso e il traforo del Frejus. A livello locale le manifestazioni potranno essere estese anche ad altri valichi meno significativi e la stessa durata potrà variare a seconda delle decisioni che i comitati di confine assumeranno. Le ragioni della prima protesta degli autotrasportatori sulla vertenza Alpi sono da ricercarsi nella mancate risposte, da parte del Governo, sulla tematica connessa alla mobilità attraverso le Alpi. Le merci italiane sono sempre più penalizzate dagli ostacoli che in nome della sicurezza e del rispetto ambientale vengono messe in atto dai Paesi confinanti con l’Italia, con la tacita connivenza dei competenti organismi comunitari. La sicurezza e ambiente stanno a cuore anche agli operatori nazionali del settore, che sono disposti con i fatti a dimostrare la loro concreta condivisione, ma quello che riesce difficile accettare è il dover verificare che in nome dell’ecologia paesi a noi concorrenti incrementano a danno delle imprese italiane le loro quote di traffico, ovviamente stradale. L’esempio dell’Austria e quello più recente della Svizzera sono le dimostrazioni più evidenti di quanto affermato. La necessità di ridiscutere l’intera mobilità è stata riconosciuta nell’intesa sottoscritta con il Governo il 6 novembre u. s. ma gli ultimi atti dello Stesso contraddicono fortemente tale impostazione La decisione, infatti di concedere all’Austria di poter mantenere in vigore il sistema di contingentamento attraverso il sistema degli ecopunti sino al 2004 e forse anche più, l’inerzia dimostrata anche dai rappresentanti del ministero dei trasporti nei confronti della Svizzera, e la riconferma di voler mettere in atto le limitazioni anche al traforo del Frejus, sono le gocce che hanno fatto traboccare il vaso non solo perchè si pongono in netto contrasto con quanto concordato con il Governo, ma perché sembrano riconfermare una linea politica fortemente penalizzante per tutta l’economia italiana e conseguentemente per le imprese di autotrasporto. Gli autotrasportatori con le manifestazioni indette, che potrebbero proseguire anche per più giorni qualora non vi fosse un sollecito interessamento da parte del Governo, impediranno con le iniziative proclamate l’ingresso nel nostro Paese degli autotrasportatori provenienti da paesi esteri che potrebbero anche partecipare alla forma di protesta decisa, per ora, a livello nazionale. Già nella giornata di sabato 19 gennaio, in preparazione dell’iniziativa ai valichi, si terrà a Como una manifestazione dimostrativa con sfilate di automezzi all’interno della città. Nella giornata di mercoledì 16 p. v. invece un incontro con le confederazioni dell’artigianato, del commercio e della settore agricolo potrebbe portare all’assunzione di iniziative concordate a supporto da parte di tali importanti settori imprenditoriali, ovviamente consapevoli della delicatezza dell’intera questione per il futuro delle imprese rappresentate.