

Sono pervenuti alla scrivente interrogativi e richieste di chiarimenti su come si sono svolti realmente i fatti, durante la trattative a palazzo Chigi, e sulle reali motivazioni che hanno prodotto la differenziazione tra la Confartigianato trasporti e le altre organizzazioni, a proposito del coinvolgimento delle associazioni di categoria nella compilazione dell’elenco delle imprese che saranno chiamate a versare il bonus fiscale.
Riteniamo innanzitutto importante evidenziare che, a differenza di quanto pubblicato su taluni giornali, nessuna frattura si è registrata tra le associazioni ma solo una diversità di opinione sull’opportunità che le associazioni potessero farsi coinvolgere o meno nell’elaborazione in quelle che qualcuno, spiritosamente, ha voluto definire le liste di proscrizione dell’autotrasporto.
Nel corso dell’incontro, dopo l’illustrazione dei contenuti del decreto legge che il Governo si apprestava ad emanare, il presidente di Confartigianato Elio Cavalli, molto correttamente, non potendo impegnare il Cuna in quanto tale argomento non era stato oggetto di esame delle federazioni componenti che si erano riunite poche ore prima dell’incontro di palazzo Chigi, ha ritenuto di far conoscere il parere orientativamente favorevole della sua organizzazione su quanto illustrato, che comprendeva anche il coinvolgimento delle associazioni come sopra illustrato.
Lo stesso sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dottor Gianni Letta, preso atto delle differenziazioni esistenti, ha assicurato che il Governo durante l’iter parlamentare avrebbe inserito un emendamento, sull’eventuale coinvolgimento delle organizzazioni di categoria, secondo le modalità da queste eventualmente comunicate.
Nessuna rottura, dunque, ma una diversa valutazione su un aspetto molto marginale rispetto ai restanti contenuti del decreto legge che devono suscitare le maggiori preoccupazioni.
La Conftrasporto, come risulta anche dai comunicati emanati, ha espresso, dopo aver letto il decreto, un giudizio estremamente negativo ribadendo la posizione espressa durante l’incontro di palazzo Chigi.
I consigli delle federazioni aderenti hanno però ribadito la necessità della ricerca di una posizione unitaria con tutte le organizzazioni, incominciando proprio da un confronto all’interno del Cuna del quale si è in attesa della convocazione, subito richiesta.
Un altro elemento è opportuno chiarire, ed è certamente molto più importante perché riguarda i contenuti del decreto che, come noto, sono stati giudicati inaccettabili da tutte le organizzazioni.
Esiste in noi la convinzione che ancora una volta da parte del ministero delle finanze si sia voluto giocare un brutto scherzo alla categoria in quanto le disposizioni riportate nell’articolato, ritengo siano molto difformi rispetto a quanto era stato anticipato a qualche dirigente del mondo associativo.
Non è pensabile assolutamente che qualche rappresentante dell’autotrasporto possa avere dato il proprio assenso ad un simile provvedimento così come certamente non è riconducibile al mondo delle associazioni tradizionali in quanto, è opportuno richiamarlo ancora, l’Uti, la Fita, La Confartigianato trasporti e la Conftrasporto, hanno definito il testo del decreto inaccettabile.
Chi allora può aver fornito assicurazioni al Governo se tale ipotesi fosse reale?
E’ un quesito questo che merita delle riflessioni soprattutto per la delicatezza che gli è propria.
Per tali ragioni si ritiene necessario mettere sull’avviso tutti onde evitare di dare credito, perchè destituite da ogni fondamento, a certe voci che lascerebbero intendere che vi sarebbe una parte delle associazioni che condividerebbe i contenuti del D.L.
I sostenitori di tali teorie affermerebbero inoltre che esisterebbe una bozza del provvedimento, sostanzialmente simile al testo pubblicato, sulla quale sarebbe stato dato l’assenso.Ma anche in questo caso si tace sui responsabili.
Sempre per evitare di vedere le ombre dove invece splende il sole è bene ancora chiarire che qualche dichiarazione inizialmente possibilista, riportata e interpretata subito da qualche organo di stampa al termine della trattativa di palazzo Chigi è stata riformulata in modo totalmente opposto dopo la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale del dispositivo d’urgenza proprio da colui al quale era stata attribuita.
La Conftrasporto, pertanto, invita tutti i dirigenti delle federazioni aderenti ad evitare di cadere nelle inevitabili trappole che qualcuno, sempre pronto a dividere per portare avanti interessi che non appartengono alla categoria, può ad arte lasciar circolare.
Sollecita altresì tutti ad effettuare ogni sforzo per ricercare nella categoria quell’unità indispensabile ad affrontare una situazione difficile come quella che si va delineando.
Nel contempo, con altrettanta fermezza, invita tutti alla massima vigilanza, anche per tenere sempre aggiornata l’intera categoria sugli sviluppi degli eventi affinchè, nel malaugurato caso dovessero essere messi in atto comportamenti dubbi o poco trasparenti, si possa essere in grado di intervenire, con gli strumenti necessari, non solo per isolare coloro che dovessero mentire, ma anche per assumere le iniziative atte a tutelare la categoria.
Il Segretario Generale
Paolo Uggè
Fonte:
Redattore: Centro Informazioni Conftrasporto