Lunedì 22 Aprile circa 1000 tir dell’Aitras sfileranno sulla S. S. 640 da Grottarossa in direzione di Agrigento. E’ questa la prima risposta dell’autotrasporto italiano al Governo, dopo l’approvazione da parte del Senato del decreto legge sul recupero del bonus fiscale. Il Governo ha deciso, venendo meno ai patti, di portare avanti il recupero del bonus fiscale, senza prima aver precostituito quell’allineamento ai costi europei, indispensabile agli operatori italiani per partecipare al mercato comune senza distorsioni rispetto ai restanti Paesi dell’Unione. Così operando, le già pesanti condizioni denunciate dallo stesso Presidente Berlusconi per le difficoltà nell’attraversamento delle Alpi, si aggraveranno ulteriormente mettendo in ginocchio decine di migliaia di imprese. Il provvedimento approvato dal Senato, anche se con qualche miglioramento sui tempi di pagamento e con qualche chiarimento sui soggetti obbligati alla restituzione del bonus, di fatto stabilisce che la stragrande maggioranza degli operatori del settore dovranno, anche se in comode rate e corrispondendo gli adeguati interessi, restituire quanto ottenuto negli anni 92/93/94, in applicazione di una legge dello Stato italiano. Il Governo deve sapere che a nulla serviranno i tentativi furbeschi che mirano solo ad indebolire la categoria, con esclusioni mirate di alcune fasce di percettori del bonus fiscale. La risposta sarà dura, non darà spazio a nessuna manovra e continuerà fintanto che l’esecutivo non avrà dimostrato, con i fatti e non con le solite promesse, di voler rendere europei, in tema dei costi, i trasportatori italiani. Come si può pensare, ad esempio, di affrontare la concorrenza estera avendo un differenziale sul prezzo medio del gasolio pari a 0,14 euro (262 lire) al litro, rispetto a quello pagato in Europa e restituire quanto ottenuto come bonus negli anni suddetti in sostituzione di incrementi tariffari spettanti per legge? L’avvio della fase di protesta e di sensibilizzazione della pubblica opinione sarà massiccia e il Governo, responsabile di aver perso tempo prezioso nel trovare le soluzioni, allora possibili, a causa di una interpretazione fantasiosa di un Suo ministro, non può oggi rifugiarsi dietro gli obblighi europei limitandosi a colpire una categoria di imprenditori che, con il recupero del bonus, saranno costretti al fallimento ed alla messa in libertà di tanti lavoratori incolpevoli. Non crediamo che questo sia il modo più adeguato per incrementare i posti di lavoro e comunque non verrà accettato dalle imprese di autotrasporto che, per la loro sopravvivenza, protesteranno fintanto che non sarà trovata la soluzione adeguata.