

Le associazioni dell’autotrasporto, unitariamente, hanno deciso di intensificare le iniziative per sensibilizzare il Governo sulla grave e pesante situazione in cui ritrovano le imprese italiane, operanti nell’autotrasporto. Il 22 giugno almeno diecimila tir sfileranno nelle venti regioni d’Italia per portare a conoscenza l’opinione pubblica delle difficoltà che si determineranno se il Governo non deciderà di evitare che le imprese di autotrasporto finiscano per essere danneggiate dai provvedimenti che, dopo la conversione in legge del decreto che detta le norme per il recupero del bonus, il ministero dei trasporti emanerà nelle prossime settimane. L’unica buona notizia per la categoria la ritrovata compattezza tra le associazioni che hanno concordato un percorso comune, tendente a raggiungere quattro sostanziali obiettivi. Innanzitutto il recupero del bonus fiscale deve avvenire senza produrre danni irreparabili per le imprese coinvolte e il Governo deve rendere attuali e concreti gli impegni assunti, in più occasioni, anche dagli esecutivi che hanno governato la passata legislatura a partire dal presidente Romano Prodi, oggi alla guida di quella commissione europea, che, con tanta severità, pretende la restituzione del bonus dagli autotrasportatori. Il presidente Prodi,da presidente del consiglio dei ministri nel lontano 1996, ipotizzò una soluzione che non avrebbe danneggiato gli operatori italiani. Chiediamo al Presidente Berlusconi di coinvolgere, dunque, nella vicenda bonus il Suo predecessore per dare attuazione a quella soluzione allora prospettata. La seconda richiesta tocca il Governo italiano che non ha dato ancora completa attuazione ai contenuti del protocollo di intesa sottoscritti nel mese di novembre. Il Governo, anche per dare un senso concreto alle proposte che intende sottoporre alla valutazione degli autotrasportatori, deve presentarsi all’incontro, che non può più essere rinviato a lungo, con tutti i provvedimenti a suo tempo concordati. Il tema dei costi europei ed il loro adeguamento è il terzo filone sul quale si sviluppa l’azione rivendicativa delle associazioni dell’autotrasporto. Argomenti come il costo del gasolio; il funzionamento degli uffici pubblici destinati a gestire l’operatività delle imprese; i costi dell’attraversamento delle Alpi; non possono essere lasciati irrisolti se non si vuole mantenere le penalizzazioni in atto, non solo per il settore specifico, ma per l’intera economia. Il tema della liberalizzazione è l’elemento di fondo infine che deve essere affrontato con la necessaria gradualità soprattutto in una situazione di grave crisi, come quella che attraversa il settore del trasporto merci. La riforma del sistema tariffario può avvenire solo se si introduce il principio della corresponsabilità; così come le nuove regole di accesso al mercato dovranno mantenere, per le imprese che già operano, un sistema che restituisca all’impresa quel valore che sarebbe eliminato se la liberalizzazione, messa in moto dal ministro dei trasporti dell’epoca Claudio Burlando, fosse portata a compimento senza i correttivi oggi richiesti dagli autotrasportatori. Decise a sostenere il percorso sopra descritto, le associazioni hanno deciso di condividere la proposta lanciata da queste stesse colonne da Conftrasporto di effettuare l’eclatante iniziativa del TIR DAY nella speranza che il Governo si decida ad affrontare la complessa e delicata vertenza autotrasporto con maggior elasticità, rispetto a quella fino ad oggi dimostrata e impostata solo come una questione legata solo ai freddi numeri, e non invece come una vicenda che rischia di coinvolgere negativamente centinaia di migliaia di persone.