

EMERGENCY è nata a Milano nel 1994 con lo scopo di fornire assistenza medico-chirurgica alle vittime delle guerre e, soprattutto, delle mine antiuomo, costruendo e gestendo ospedali nelle zone maggiormente colpite, dove curare e riabilitare bambini, donne e uomini colpiti dai conflitti.
Queste strutture dispongono di pronto soccorso, ambulatori, laboratori, banche del sangue, sale operatorie, reparti di degenza e terapia intensiva.
Questo millennio inizia con 50 conflitti in corso, ma anche nel “dopoguerra” resterà una pesante eredità: 110 milioni di mine antiuomo, epidemie, malnutrizione. E a pagarne il prezzo più alto saranno ancora una volta i civili.
In quasi otto anni, oltre 300.000 persone sono state curate negli ospedali di Emergency: nel Nord Iraq, dove sono attivi due centri Chirurgici e due Centri Riabilitazione e Protesi; in Cambogia, a Battambang, una delle aree più minate del mondo; in Afganistan, dove è presente con un ospedale a Anabah, nella valle del Panshir e a Kabul, e in Sierra Leone un paese martoriato da una guerra sanguinosa, combattuta anche da bambini-soldato, che ha lasciato migliaia di persone alle quali sono stati amputati gli arti col machete e un sistema sanitario insufficiente, quasi inesistente.
In tutti questi paesi, alcuni dei quali tuttora in conflitto, altri in cui la guerra, anche se finita, continua a fare migliaia di vittime a causa dell’alto numero di mine antiuomo ancora presenti, Emergency rappresenta per la popolazione l’unico punto di riferimento chirurgico specializzato e gratuito.
Per Emergency l’intervento umanitario non deve solo far fronte ai bisogni temporanei, ma anche attivare strutture permanenti e formare personale locale per creare autosufficienza e autonomia e ripristinare i sistemi sanitari là dove la povertà e la guerra hanno annientato ogni cosa.
Scopo della associazione è anche quello di costruire e diffondere una cultura di pace e di solidarietà sociale: vorremmo non essere più necessari.
Per questo Emergency è nata: per costruire un futuro in cui non ci sia più bisogno di Emergency
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Redattore: Segreteria Generale Conftrasporto