

Riflessioni su comunicati e lettere inviate alla Presidenza del Consiglio da altre associazioni.
Abbiamo ricevuto da pi? di un associato copia della lettera del Presidente della Confetra Aldo Gatti, indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi.
Trattasi di una lettera illuminante che pubblichiamo permettendoci, il Sig. Gatti ci scusi la franchezza, di fare alcune riflessioni sul contenuto.
Non vogliamo in questa sede entrare nel merito della discussione sulla bont? o meno dell’attuale sistema tariffario, che la stessa Conftrasporto aveva proposto di modificare secondo criteri che da una parte andassero verso un mercato di libera formazione dei prezzi e dall’altra garantissero la tutela della sicurezza della circolazione. Il nocciolo della questione ? un altro:
si pu? consentire che norme obbligatorie dello Stato vengano violate senza che l’autore dell’infrazione subisca le conseguenze della propria condotta?
Il Sig. Gatti afferma che l’ordinanza della Corte Costituzionale che dichiara inammissibile il ricorso sull’illegittimit? costituzionale dell’articolo 3 del decreto legge 256/01 ha provocato in chi ha evidentemente ritenuto di non adeguarsi a norme obbligatorie dello Stato la ?costernazione pi? profonda?.
Eppure l’articolo 3 d? la corretta interpretazione di una disposizione che era stata emanata non certo per tutelare chi scientemente e per anni ha violato una legge e che ha approfittato, avvalendosi della consulenza di soggetti spregiudicati (quelli si senza scrupoli), per costringere prima i trasportatori ad accettare prezzi di gran lunga inferiori alle tariffe obbligatorie e per eccepire, in caso di citazione in giudizio, che il contratto di trasporto era nullo perch? non stipulato in forma scritta, chiedendo per giunta la restituzione delle pi? basse somme pagate per il trasporto eseguito.
Il Sig. Gatti lamenta, inoltre, che ora i committenti citati in giudizio da trasportatori ?in procinto di ritirarsi e che non hanno pi? nulla da perdere? sono costretti a pagare decine e decine di miliardi per restituire il mal tolto. Non sappiamo se effettivamente il fenomeno ha raggiunto livelli cos? alti, ma se le affermazioni del Sig. Gatti sono esatte, ne derivano alcune conseguenze che vale la pena di evidenziare:
1) Se le cause intentate comportano esborsi per decine di miliardi, vuol dire, visto che la quasi totalit? delle imprese di autotrasporto continuano ad operare, che le cifre sottratte agli autotrasportatori ammontano a migliaia di miliardi;
2) Di conseguenza lo Stato ha subito danni ingentissimi per perdita degli introiti derivanti dal mancato pagamento dell’IVA relativa.
3) Se lo Stato si dovesse preoccupare delle conseguenze sugli autori dell’infrazione di azioni rivolte a ottenere giustizia per violazioni di legge da questi compiute, occorrerebbe emanare una serie di decreti legge per tutelare gli evasori fiscali, chi pratica l’usura e chi sa quante altre categorie di soggetti che operano fuori della legalit?;
4) Comunque ci sentiamo di condividere una affermazione del Sig. Gatti: si, ? vero i trasportatori che lasciano il mercato non hanno pi? nulla da perdere in quanto ci hanno pensato committenti senza scrupoli a ridurli allo ?stato laicale?!
In conclusione, se le tariffe obbligatorie non piacciono al Sig. Gatti si adoperi per farle abrogare: ? legittimo. Ma rinunci a tutelare chi sistematicamente si ? messo al di fuori dalla legge:
in fin dei conti fra le associazioni aderenti a Confetra vi ? un’associazione che dichiara di tutelare gli interessi degli autotrasportatori, quelli che realmente trasportano su strada con propri veicoli: se tale dichiarazione ? vera dovrebbe non ritenersi rappresentata da detta Confederazione.
Il Direttore Generale
Dr. Tullio Cozzi
LETTERA DEL PRESIDENTE DELLA CONFETRA ALDO GATTI AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI BERLUSCONI
Roma, 26 luglio 2002
Egregio Presidente,
la notizia che la Corte Costituzionale avrebbe respinto il ricorso sull’illegittimit? dell’articolo 3 del decreto legge 256/2001, con il quale il Governo forn? un’interpretazione autentica retroattiva in materia di regime tariffario obbligatorio, l’autotrasporto, ci getta nella costernazione pi? profonda.
Nell’estate scorsa non siamo riusciti a convincerLa che quella interpretazione non andava fatta perch? iniqua. Nonostante questi dodici mesi, in qui le nostre aziende sono state subissate da decreti ingiuntivi per decine e decine di miliardi da parte di trasportatori in procinto di ritirarsi dall’attivit? e quindi senza pi? nulla da perdere, non abbiamo ottenuto da Lei alcun segnale di attenzione per la crisi profonda che ci provocava quella norma adottata dal Governo.
Ora il sigillo della Corte Costituzionale non ci lascia pi? scampo: le nostre imprese, ma anche le imprese industriali e commerciali, che hanno acquistato negli ultimi anni servizi di vezione per migliaia di miliardi, saranno alla merc? di personaggi senza scrupoli che riterranno di approfittare di questo colpo di fortuna piovuto dal cielo.
Non possiamo credere che sia veramente volont? del Governo provocare questi effetti devastanti sul tessuto imprenditoriale italiano, per di pi? con disposizioni di taglio dirigistico del tutto estranee alla cultura politica di questa maggioranza.
La prego vivamente, Signor Presidente, di non lasciare che si compia fino in fondo questa scelleratezza: la stessa sopravvivenza di molte aziende ? nelle Sue mani.
Le chiedo di adottare oggi un provvedimento d’urgenza uguale e contrario a quello adottato un anno fa: nell’interesse del Paese, Le chiedo di eliminare dal nostro ordinamento quell’articolo 3 del decreto legge 256/2001.
In attesa della Sua risposta Le porgo distinti saluti.
Il Presidente
F.to Aldo Gatti
(n.b. trascrizione del testo da documento pervenuto alla Confederazione)
Fonte:
Redattore: Centro Informazioni Conftrasporto