

Note di chiarimento sull’accordo con il Governo redatte dal Direttore Generale di Conftrasporto dr. Tullio Cozzi
Il protocollo di intesa sottoscritto dalle Associazioni di categoria con il Governo, ha provocato da parte di alcune associazioni minoritarie una serie di interpretazioni, spesso dettate pi? da desideri o da timori, che dall’effettivo contenuto delle clausole dell’accordo raggiunto.
Cos?, ad esempio, leggiamo nella circolare Confetra n.112/2002 che la trattazione dei prezzi sar? libera, che la forma scritta del contratto sar? libera, la corresponsabilit? tra vettore e committente in caso di contratto di trasporto redatto in forma orale, sar? limitata ai soli casi di corresponsabilit? soggettiva, che l’articolo 3 viene abrogato.
Su questo punto, a scanso di equivoci, riteniamo opportuno evidenziare la filosofia che ha spinto Conftrasporto ad accettare l’accordo, filosofia che abbiamo estesamente illustrato al Governo nel corso della trattativa e che da questo ? stata accettata.
La liberalizzazione in atto all’interno dell’Unione Europea, l’introduzione del cabotaggio terrestre, la posizione prevalente dei committenti nei confronti dei vettori hanno reso l’attuale sistema tariffario, traballante fin dalla sua istituzione, uno strumento obsoleto, utilizzato solo da alcune imprese al momento di lasciare l’attivit?, chiedendo le differenze fra prezzo pagato dal committente e prezzo derivante dalle tariffe obbligatorie.
Difficilmente, un’impresa, specie se organizzata, pu? ricorrere, fuori da tale ipotesi alla magistratura per pretendere il rispetto dei propri diritti, senza correre il rischio di essere cacciata dal mercato.
Tuttavia, la liberalizzazione voluta dalla Confindustria e da altre organizzazioni minoritarie che, pur dichiarandosi rappresentanti del settore dell’autotrasporto, tendono ad ottenere la semplice abolizione dell’attuale sistema tariffario, abbandonando i vettori professionali allo strapotere della committenza, non poteva e non pu? essere accettata dalla Conftrasporto, che al contrario tende ad ottenere un mercato libero che, comunque, assicuri al vettore compensi e condizioni di trasporto tali da evitare fenomeni di auto sfruttamento che compromettano la sua sicurezza e quella di terzi.
Di conseguenza, l’accordo prevede una responsabilit? soggettiva del mittente, che si realizza ogni qual volta non vengono rispettati quei parametri minimi di sicurezza che devono essere predeterminati. Per poter verificare il rispetto di tali parametri, il contratto di trasporto dovr?, di norma, essere redatto in forma scritta. In caso contrario, la verifica avverr? mediante il raffronto con gli usi che saranno raccolti dalle Camere di Commercio, usi che comunque non potranno essere contrari a quei parametri di sicurezza che dovranno in ogni caso essere rispettati.
Per quanto riguarda l’articolo 3 del D.L. 256/01, questo non dovr? essere abrogato: l’accordo non lo prevede. Le imprese di autotrasporto avranno, tuttavia, dopo l’entrata in vigore della riforma, ancora a disposizione quattro mesi per fare valere i propri diritti pregressi (entro il limite quinquennale della prescrizione).
E’ stata questa una soluzione di compromesso per evitare che la posizione del Governo, di Confindustria, Confetra, Anita e Federcorrieri prevalesse, e si decretasse l’immediata abrogazione del suddetto articolo 3. La conseguenza sarebbe stata la seguente: non solo non sarebbe stato pi? possibile avanzare alcuna richiesta di differenza tariffaria, ma anche quella che tutte le cause in corso, anche se vinte in uno dei gradi del processo con sentenza non definitiva, si sarebbero chiuse a danno degli autotrasportatori.
Questi sono gli obiettivi minimi che la riforma dovr? garantire e la nostra Confederazione vigiler? perch? vengano raggiunti.
Recupero del bonus fiscale: anche su questo argomento ? sorto in pi? di qualcuno la convinzione che nessuna compensazione sar? riconosciuta all’autotrasporto. Questa convinzione formalmente esatta, trascura tuttavia una circostanza: entro il 2003 l’autotrasporto dovr? ottenere la compensazione dei maggiori costi subiti dalle imprese di trasporto dalla chiusura delle Alpi. E’ un problema che coinvolge tutto l’autotrasporto italiano sia internazionale, che si trova spesso nell’impossibilit? di varcare i nostri confini, che nazionale, che deve affrontare anche la concorrenza di quei vettori internazionali che sono ripiegati sul mercato interno.
Sono costi rilevanti che superano, secondo i calcoli dello stesso Governo, quelli derivanti dalla restituzione del bonus.
Rammentiamo, inoltre, che tutte le clausole dell’accordo sono inscindibili e che il mancato rispetto da parte dell’esecutivo di una sola clausola provoca la decadenza di tutto l’accordo.
Qualsiasi ulteriore commento in proposito sembra superfluo.
IL DIRETTORE GENERALE
Dott. Tullio Cozzi
Fonte:
Redattore: Centro Informazioni Conftrasporto