

Importanti e necessari chiarimenti sulla posizione della Conftrasporto sulla grave problematica della restituzione del bonus fiscale.
E’ opportuno, ancora una volta, fornire chiarimenti sulla posizione assunta dalla Conftrasporto e dalle proprie associazioni, per puntualizzare, in modo ancor pi? articolato, le ragioni per le quali non sia stata condivisa l’idea di sostenere il ricorso di azioni legali sia per richiedere il riconoscimento di eventuali danni, sia per avviare azioni tendenti ad ottenere annullamenti o pronunciamenti per presunte incostituzionalit?, relative ai provvedimenti di recupero del bonus fiscale.
La posizione di Conftrasporto, pu? ovviamente non essere condivisa, ma ? frutto di una attenta valutazione, effettuata a livello giuridico, da esperti legali e studiosi del diritto, e risponde alla sola logica di evitare che le imprese abbiano a sostenere costi aggiuntivi certi, rispetto a possibilit? ipotetiche di successo.
Le ragioni di Conftrasporto trovano conforto proprio nei pareri predisposti dai suddetti esperti, che restano a disposizione di quegli associati che volessero approfondire l’argomento, prima di assumere la decisione di intraprendere eventuali iniziative legali.
Nelle loro impostazioni, infatti, si suggeriscono azioni che potrebbero essere accolte ma anche respinte dagli organi giudicanti.
La mancanza di ragionevoli certezze, dunque, ? l’elemento che ha indotto gli imprenditori di Conftrasporto ad optare per una scelta di natura politica.
Nel contempo, proprio per non venire meno ad un compito istituzionale di assistenza, la confederazione ha voluto mettere a disposizione dei legali interessati tutte le proprie conoscenze in materia, per affrontare le eventuali azioni con una approfondita conoscenza della genesi e della cronistoria del bonus.
Gli estensori di tali pareri possono ovviamente singolarmente essere contattati dalle imprese, con la consapevolezza di trovare professionisti che hanno potuto approfondire, attraverso la scrivente, l’intero excursus delle procedure che hanno portato alla decisione di condanna da parte delle autorit? europee.
La Conftrasporto, come noto, non ritenendo in linea con gli interessi delle imprese il ricorso a simili azioni, anche se ogni cittadino ? certamente libero di intraprendere le iniziative che ritiene opportuno avviare sostenendone ovviamente i relativi costi, dopo aver coinvolto esperti in materie giuridiche nello studio dell’intera questione, si limiter? ad indicarli a coloro che fossero interessati a contattarli.
Un comportamento, quello di Conftrasporto, non nuovo ma lineare rispetto a comportamenti tenuti su temi, aventi natura legale su tematiche controverse e delicate.
Anche recentemente sulla questione della presunta incostituzionalit? dell’articolo 3 della legge che ha introdotto la norma interpretativa sul contratto scritto, Conftrasporto, di fronte alle richieste che talune imprese – affascinate da teorie circa la sicura accettazione da parte della Corte Costituzionale dell’eccezione di costituzionalit? sull’articolo 3 suddetto – avanzavano per conoscere il parere dei propri esperti aveva consigliato di evitare azioni legali costose e di dubbio successo.
Alcune imprese liberamente hanno deciso di accettare il consiglio fornito; altre hanno preferito invece correre l’alea del ricorso ed oggi si trovano nella condizione di aver sostenuto i costi di una azione conclusasi male, proprio come i nostri esperti avevano previsto.
La vicenda del bonus ricalca la medesima impostazione.
Di fronte ai dubbi dei nostri esperti su evoluzioni positive e rapide di azioni legali, Conftrasporto ritiene che la soluzione del bonus non possa che essere costruita all’interno dell’intesa raggiunta con il Governo che prevede una soluzione senza costi e danni per le imprese interessate.
Contrariamente a quanto qualcuno lascia intendere l’accordo non contiene, infatti, la sottoscrizione di un impegno che preveda comunque la restituzione del bonus ma, come gi? illustrato, la ricerca di una soluzione in un quadro di iniziative che devono essere osservate, mantenute e da attuarsi senza danneggiare economicamente le imprese interessate.
Una soluzione politica, questa, assunta soprattutto per evitare che le singole imprese si trovino di fronte allo Stato in una vertenza legale che potrebbe anche produrre sorprese poco gradite.
Per coloro che singolarmente ritenessero invece di dover seguire tale strada, Conftrasporto, ? bene richiamarlo ancora, si limita a mettere a loro disposizione professionisti che, avendo approfondito la materia, sono pronti ad intraprendere azioni che potrebbero “forse” portare a qualche risultato positivo ma anche negativo.
In conclusione si evidenzia, alla luce della decisione del Governo di approvare un d.d.l che prevede una forma di condono per le sanzioni erogate sulle quote latte, come la chiara posizione assunta dalla scrivente sia perfettamente coerente con quanto sopraddetto.
Onde evitare interpretazioni difformi rispetto alle dichiarazioni rilasciate che potrebbero essere strumentalizzate da coloro che nelle loro campagne denigratorie tentano sempre di capovolgere le verit?, si invita a leggere il testo integrale del comunicato riassuntivo della posizione confederale e di darne diffusione nella categoria.
Fonte:
Redattore: Centro Informazioni Conftrasporto