

Un punto importante è stato messo a segno dal ministro delle infrastrutture Pietro Lunardi in questi giorni che corona un lungo lavoro, portato avanti all’interno della commissione europea, nella lunga querelle che vede da tempo in conflitto di interessi il Governo italiano e quello austriaco. L’offensiva austriaca ha preso l’avvio dopo che il nostro Governo ha dimostrato fermezza nel respingere le richieste di proroga sul sistema ecopunti, provenienti dal fronte austriaco, riuscendo anche a coinvolgere la grande maggioranza dei parlamentari europei sulle ragioni a sostegno delle proprie tesi. Da alcuni mesi, per ragioni esclusivamente ambientali, questa la giustificazione addotta, il governatore del Tirolo ha preannunciato la messa in atto di divieti mirati al traffico pesante sul tratto autostradale 12, a partire dal prossimo primo agosto e limitatamente ad alcune tipologie di merci. La ragione dell’introduzione del divieto di circolazione deriverebbe dunque dalla necessità di ottenere un miglioramento dell’aria per la zona interessata all’applicazione delle disposizioni. Unica eccezione, posta dal provvedimento del governatore, riguarda le merci destinate alla città di Innsbruck o al distretto di Kufstein e Schwaz. Il che sta a significare in sostanza che tutto il land è escluso dal provvedimento ipotizzato ed i trasportatori di quella regione potranno liberamente circolare essendo in grado di assicurare la consegna dei prodotti affidati loro. Appare ovvia che la misura immaginata tende a determinare ostacoli alla libera circolazione delle merci e soprattutto agli autotrasportatori non austriaci, violando così precise disposizioni europee che impediscono l’adozione di provvedimenti discriminatori che introducano misure a vantaggio di categorie determinate di operatori. Alcuni segnali inoltre lasciano intravedere il rischio che altri land potranno attuare simili provvedimenti in nome dell’ambientalismo con il risultato di determinare una situazione ingestibile proprio al termine del sistema degli ecopunti, particolarmente utile all’economia di quel Paese. Il ministro Lunardi, sin dall’inizio, ha assunto una posizione molto determinata nei confronti della decisione dell’Austria, chiedendo l’immediato intervento delle autorità europee preposte a vigilare affinché i comportamenti lesivi del diritto della libera concorrenza fossero eliminati. Appare infatti che una ulteriore caratteristica della misura annunciata dal governatore del Tirolo era e rimane quella della ritorsione nei confronti del Governo italiano, ben deciso a far rispettare gli interessi nazionali nei confronti dell’Austria. Le associazioni dell’autotrasporto italiano infatti paventano, probabilmente con qualche ragione, che le misure del land, realtà simile alle nostre regioni, in realtà siano coordinate dallo stesso governo nazionale al solo fine di ottenere un ammorbidimento da parte delle autorità italiane. La decisa iniziativa da parte del nostro ministro ha dato i suoi frutti e l’obiettivo è stato raggiunto con l’apertura formale della procedura da parte della competente commissione europea che ha contestato formalmente la violazione dell’articolo 28 del trattato europeo. Le autorità austriache dovranno, dopo una settimana di riflessione concessa, fornire ora le proprie valutazioni a dimostrazione di non aver violato i principi del trattato europeo. L’importante risultato ottenuto dal nostro ministro, anche se la procedura dovrà seguire i canoni procedurali europei, dimostra quanta attenzione e determinazione il Governo attribuisca alla questione dei trasporti e sicuramente si tratta di una risposta determinata e concreta a quanti imputavano, proprio sulla vicenda austriaca, il ministro Lunardi scarsa incisività nella tutela degli interessi nazionali.