

Tra le undici associazioni di categoria dell’autotrasporto la Fita è l’unica ad aver proclamato il fermo dell’autotrasporto. Questo dimostra quanto sia inefficace affrontare, con un fermo, i problemi attuali dell’autotrasporto italiano. Tuttavia è facile comprendere che l’obiettivo di questo fermo non è certamente quello di risolvere concretamente le questioni degli autotrasportatori. Basta leggere le motivazioni che questa organizzazione ha invocato per giustificare il fermo. I problemi delle nostre imprese non si risolvono facendo un elenco, per altro confuso e disorganico, di alcuni degli storici temi del trasporto italiano. Nessuno di noi può ritenere credibile chi propone ad esempio, di risolvere con un fermo di una settimana il problema della committenza che sfrutta gli autotrasportatori. Il problema è giusto ma la soluzione è chiaramente sbagliata! Pertanto la Conftrasporto si oppone agli evidenti tentativi di strumentalizzazione della categoria e continua in maniera responsabile, ma decisa, a svolgere il proprio compito assumendo come proprio riferimento gli interessi veri della categoria, a cominciare dalla ferma pretesa dell’integrale rispetto delle intese siglate con la Presidenza del Consiglio con particolare riferimento alla mancata emanazione del decreto che deve consentire il recupero delle accise sul gasolio e la restituzione delle somme necessarie per il rimborso dei pedaggi autostradali. Su questi problemi concreti, la cui soluzione deve essere immediata, la Conftrasporto ha assunto una posizione di grande fermezza che prevede , nel caso in cui non fossero risolte, una mobilitazione della categoria.