

In sintesi la news della settimana.
SITUAZIONE GENERALE
Anticipo di una giornata le consuete riflessioni sulle attività della settimana per la festa della liberazione. Tre gli aspetti di rilievo, entrambi riguardanti il nostro settore.
Un comunicato diramato dal sottosegretario De Caro da ufficialmente notizia che i pagamenti per il bonus ecologico, (autostrade del mare) sarebbero in distribuzione alle imprese interessate. Sulla nota c’è poco da dire se non che prenderne atto. Il secondo, è invece relativo al decreto sull’applicazione del Sistri che esenta le imprese produttrici che abbiano meno di dieci dipendenti; il terzo riguarda la notizia, ripresa da alcuni quotidiani, che danno conto delle misure decise dal Governo che non prevedrebbero, almeno per ora, l’autotrasporto tra i settori interessati ai tagli. Se le notizie (meglio attendere la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale) fossero confermate potremmo tirare un sospiro di sollievo. Aspettiamo fiduciosi.
LE DECISIONI SUL SISTRI
Non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire o comprendere. La domanda dalla quale occorre partire, per mettere ordine è, (certo chi trasporta persone non ha il problema della tracciabilità) è se il sistema sia o meno funzionante.
Noi condividiamo, ed abbiamo anche offerto la collaborazione di alcune nostre imprese, la necessità che in nome dell’ interesse collettivo il trasporto dei rifiuti sia assoggettato a tracciabilità. Ripetutamente abbiamo invitato le Autorità competenti a coordinarsi, onde evitare che le cabine degli automezzi si trasformino in astronavi (e’ facile prevedere che anche altri settori come gli alimentari, merci pericolose etc possano richiedere la tracciabilità). Questo significa che l’eventuale scatola nera deve essere compatibile con più sistemi (invece di agitarsi per le deroghe per il cabotaggio non sarebbe più utile operare per favorire l’utilizzo di sistemi informatici che renderebbero il controllo di quella attività molto più semplice).
Siamo contrari alle esclusioni perché ogni area libera, indefinita, viene occupata da chi vuol infrangere le regole. Dopo i trasportatori, per i quali, indipendentemente dal numero dei dipendenti l’obbligo del Sistri è in vigore sopportando i costi della sperimentazione, l’estensione ad altre attività diverrà una procedura automatica.
Chissà come saranno contenti i piccoli operatori dell’autotrasporto nel sapere che, grazie anche a prese di posizione decise, saranno obbligati a fare da cavia per un sistema che indubbiamente presenta ancora delle difficoltà applicative. Gli autotrasportatori non si limitano ad effettuare prestazioni di trasporto ai piccoli produttori ma anche ai grandi. L’opposizione era allora da fare unitariamente e non cadere nella trappola di farci dividere per dimensioni. Comprendo che se i “superiori interessi” confederali prevalgono allora tutto diviene più accettabile. Noi non ci siamo stati e, anche con il consenso della confederazione dalla quale non dipendiamo ma siamo associati, abbiamo espresso la nostra ferma contrarietà. Chi ha della ragionevolezza comprende bene comunque che il decreto produrrà solo pasticci e altre difficoltà. Noi intanto continuiamo a sostenere legalmente, per ora i pronunciamenti dei giudici ci danno ragione, gli operatori che hanno deciso di farsi tutelare, altri scelgono le “solite strade” fondate su insinuazioni e comunicati.
RISORSE AL SETTORE
Siamo stati accusati di vicinanza con il Ministro Lupi quando avevamo dato notizia dell’impegno, assunto in forma pubblica, sulla non inclusione dell’autotrasporto nelle categorie alle quali ridurre le risorse. Oggi le decisioni, secondo quanto riportato dai giornali, sembrerebbero non riguardare l’autotrasporto.
Se le notizie saranno confermate occorre riconoscere al Ministro correttezza e coerenza nei rapporti con le federazioni in quanto i contenuti del protocollo sottoscritto, altri restano ancora da soddisfare, e gli impegni assunti sui tagli sarebbero stati rispettati. Per esperienza vissuta conosco quello che succede in simili situazioni e quindi il mio apprezzamento alla determinazione del Ministro è ancora più sentito. Ad oggi occorre comunque chiunque abbia onestà deve riconoscere che l’impegno è stato.
Non possiamo condividere, ma riteniamo sia una interpretazione distorta del redattore, il disappunto che sembra trasparire da affermazioni, apparse su alcuni quotidiani, rilasciate da organizzazioni che sono presenti nel mondo dei trasporti sull’esclusione dell’autotrasporto dai tagli. Non appare razionale che proprio i beneficiari reali delle riduzioni dei costi si lamentino delle decisioni dell’Esecutivo. Sappiamo tutti che queste evitano gli incrementi sui corrispettivi della vezione. Lamentarsi non sarebbe quindi onesto e logico. Per questo pensiamo sia un refuso. Purtroppo chi redige articoli sui nostri argomenti non sempre è a conoscenza delle questioni. Altri addirittura utilizzano definizioni delle quali forse non conoscono il significato. E se lo conoscono sbagliano il riferimento. Il lobbista è un professionista che percorre i corridoi, effettua “pressioni sotterranee” (il termine deriva dal latino “lobia” che vuol dire passaggio, corridoio ed è utilizzato per definire professioni riconosciute in Europa o altri Stati. Pur nel rispetto massimo di quei signori, la definizione non si addice ai rappresentanti delle federazioni.
Personalmente mi considero un rappresentante di interessi categoriali che agisce su mandato dei propri organismi e che tratta con il Governo per ottenere risultati per i propri aderenti. Tra l’altro le ultime intese sono state sottoscritte da tutte le organizzazioni rappresentative, unica esclusione le associazioni locali.
Dovrei forse sentirmi imbarazzato se sono riuscito ( magari riuscissi sempre), a risolvere alcuni problemi della categoria che rappresento, evitando anche il ricorso ad azioni di protesta? Le realtà territoriali che non hanno i requisiti talvolta sostengono tesi che derivano dalla non perfetta conoscenza. Prenderle per buone senza prima verificarne l’aderenza dovrebbe essere evitato da chi fa informazione. Non è corretto affrontare temi delicati sostenendo teorie che contrastano gli interessi di una categoria in difficoltà senza conoscere le motivazioni reali per le quali alcune norme sono in vigore. Personalmente non mi sono mai sottratto a fornire chiarimenti a chi ha avuto la cortesia di informarsi. Noi siamo sempre pronti.
ATTIVITA’ FEDERAZIONE
In questi giorni si è riunito il Cda dell’Istituto di formazione ed inoltre sono proseguiti i lavori preparatori per l’organizzazione del convegno confederale del 14 maggio p.v.
Alla prossima.
Paolo Uggè