

Dopo la decisione da parte dell’esecutivo Unatras di proclamare il fermo dell’autotraporto delegando alla Presidenza la definizione delle modalità attuative alcuni esponenti di forze politiche hanno fatto pervenire le loro prese di posizioni.
Le pubblicheremo tutte quelle che perverranno siano posizioni che concordano con la scelta che quelle di parere opposto.
La prima è quella di:
Onorevole Paternoster (Lega).
“Mi unisco alle associazioni di Autotrasporto Italiane per manifestare profondo disappunto nei confronti di questo governo che si dimostra totalmente sordo, disinteressato ed incapace di ascoltare le istanze di un settore strategico per la nostra economia quale quello dei trasporti nazionali, internazionali e della logistica. Un settore profondamente in crisi da troppo tempo.
Ci troviamo difronte a l’ennesimo atteggiamento inaccettabile della coppia M5S-Pd che si somma all'assurda notizia che sta circolando in queste ore e cioè che il governo del tradimento, in nome di un falso "green", voglia addirittura eliminare il beneficio della riduzione delle accise del gasolio a favore delle aziende di autotrasporto e di autoservizi per i loro veicoli categorie euro 3 ed euro 4, che rappresentano la grandissima percentuale del parco mezzi circolante in Italia.
A questi "signori", protagonisti del governo delle tasse, bisogna ricordare che se una azienda non cambia regolarmente i propri mezzi non lo fa certo per il banale desiderio di inquinare l'ambiente (tematica alla quale siamo ovviamente molto sensibili) ma semplicemente perché non ha a diposizione le risorse economiche per farlo, anche a causa di una crisi mondiale che ci sta colpendo.
Anche su questo scandaloso provvedimento siamo disposti a ‘fare le barricate’.
Senatore De Poli (UDC).
"Al Governo chiediamo di fare marcia indietro sullo stop ai benefici fiscali sul gasolio commerciale per l'autotrasporto. L'aumento dell'accise rischia di tradursi in una batosta per il settore dell'autotrasporto. Secondo uno studio di Confcommercio, gli automezzi pesanti concorrono solo per il 4,6% sui valori dell'inquinamento. Al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli, chiediamo di avviare un tavolo di confronto con le categorie rappresentative del settore affinché si giunga a una soluzione positiva per gli autotrasportatori italiani". Lo afferma il senatore UDC Antonio De Poli commentando la norma – annunciata nella bozza della manovra – che prevede lo stop alle agevolazioni per il gasolio su mezzi di autotrasporto fino a euro 3.
Onorevole Fidanza (FdI)
"Le misure in materia di autotrasporto previste nella bozza di legge di bilancio rischiano di mettere in ginocchio il settore. Il taglio dei rimborsi per le accise sui veicoli Euro 3 dal 2020 e Euro 4 dal 2021 rischia di mettere fuori gioco un settore che negli ultimi anni ha già perso significative quote di mercato nel trasporto internazionale, schiacciato anche dalla concorrenza sleale e dalle limitazioni al traffico alpino con l’Austria. Ancora una volta dietro alla presunta lotta al cambiamento climatico si nasconde nemmeno troppo velatamente una vergognosa stangata contro chi lavora, giustificata da dati spesso opinabili che demonizzano un’intera categoria. Se il governo vuole davvero un trasporto più sostenibile vari gli incentivi per il ricambio della flotta, promuova seriamente l’utilizzo del GNL (gas naturale liquido) e garantisca così una transizione graduale e credibile. Diversamente ogni protesta degli autotrasportatori sarà più che giustificata". È quanto dichiara in una nota Carlo FIDANZA, Capodelegazione di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Trasporti al Parlamento Europeo.
Onorevole Squeri (FI)
"Tra le numerose misure sbagliate della manovra M5S-Pd rientra anche il taglio della compensazione dell'accisa per autotrasporto. Innanzitutto, un cambiamento fiscale necessita di tempi adeguati: le imprese devono essere messe in condizione di fronteggiare il nuovo quadro che si creera'". Lo dichiara il deputato di Forza Italia Luca Squeri. "In secondo luogo – prosegue – questo intervento non fara' che aumentare i rifornimenti di carburante all'estero, provocando evidenti danni all'erario, e penalizzare le nostre imprese, che saranno costrette a sostenere un costo del gasolio piu' alto della media europea. Invece di incentivare la sostituzione del parco circolante dei mezzi pesanti, che favorirebbe il settore dell'automotive e incrementerebbe l'Iva, il governo decide ancora una volta di colpire le aziende. Ci batteremo con forza contro tutto questo", conclude.