

I conflitti commerciali, i deboli investimenti delle imprese e la persistente incertezza politica stanno pesando sull'economia mondiale e aumentando il rischio di stagnazione a lungo termine, secondo le ultime prospettive economiche dell'OCSE. La crescita del PIL mondiale dovrebbe essere del 2,9% quest'anno.
Scrive Banca d’Italia nel “Rapporto sulla stabilità finanziaria” che il peggioramento del quadro congiunturale internazionale e le tensioni geopolitiche accrescono l'incertezza e i rischi per la stabilità. In Italia, il deterioramento del quadro macroeconomico e l'elevato debito pubblico continuano a rappresentare elementi di forte vulnerabilità ed espongono l'intera economia ai rischi connessi con un riacutizzarsi delle tensioni sui mercati.
“Per Belgio, Spagna, Francia, Italia, Portogallo, Slovenia, Slovacchia e Finlandia, i progetti dei piani di bilancio comportano il rischio di non conformità con il patto di stabilità e crescita nel 2020. L'attuazione dei piani di tali Stati membri potrebbe comportare una deviazione dai percorsi di aggiustamento verso il rispettivo obiettivo di bilancio a medio termine. Nei casi di Belgio, Spagna, Francia e Italia, si prevede anche l'inosservanza del parametro di riduzione del debito”. Così è riportato nel “Pacchetto fiscale autunnale” scritto della Commissione Europea. Bruxelles non boccia la Legge di Bilancio italiana ma ne evidenzia le criticità, come si può leggere QUI (testo ING).
Il Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), depositato già da giugno scorso, ha prodotto un dibattito politico dai toni molto accesi. È per questo che il ministro Gualtieri, a voler “eliminare la confusione creatasi”, è intervenuto con una corposa dichiarazione pubblicata sul sito del Ministero dell’Economia e Finanza. Atto apprezzato dal Presidente dell'Associazione Bancaria Italiana, Antonio Patuelli, che ha dichiarato che questa produce un positivo chiarimento. (QUI)
Critico sulla Manovra finanziaria è il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli che in una intervista a Il Sole 24 Ore si è detto soddisfatto per la sterilizzazione dell’Iva, il cui aumento avrebbe spalancato le porte alla recessione, ma per il resto, sostiene, la Manovra è tutta da rivedere e viene bocciato anche il metodo: “non c’è stato confronto con le imprese”.
Il report Istat su struttura e competitività delle imprese multinazionali mostra che aumenta nel 2017 il loro numero in Italia: +378, di cui quasi 300 nei servizi. Competenza e specializzazione della forza lavoro sono tra i primi fattori di attrazione e persistenza in Italia. Nel biennio 2019-2020, tra le controllate estere in Italia il 31,5% programma un incremento dei livelli di attività, il 61,3% un mantenimento della dimensione economica, il 7,1% un ridimensionamento. Nello stesso periodo, tra le multinazionali italiane dell’industria e dei servizi, il 45,6% e il 45,3% hanno realizzato o progettato investimenti di controllo all’estero.
Segnaliamo l'indagine Tecnoborsa sulle famiglie italiane e il mercato immobiliare nelle maggiori città italiane dalla quale emerge che più della metà degli acquirenti residente in queste città dichiara di aver fatto ricorso ad una agenzia immobiliare, percentuale salita rispetto alle rilevazioni precedenti e che ha toccato il suo massimo storico.