

12 marzo 2020 – La BCE ha tagliato le stime di crescita dell'Eurozona: per il 2020 allo 0,8% dal precedente 1,1% e per il 2021 all'1,3% dall'1,4% precedente, mentre ha mantenuto ferme quelle sul 2022 all'1,4%. Più in dettaglio, la Presidente ha spiegato che la crescita nel primo semestre 2020 sarà "molto debole" e permangono "rischi al ribasso" nello scenario di previsione dati gli ultimi sviluppi dell'epidemia. Confermate invece le stime di inflazione: all'1,1% nel 2020, all'1,4% nel 2021 ed all'1,6% nel 2022.
Rispondendo alle domande della stampa presente, Lagarde ha affermato "non è nei miei piani passare alla storia per un whatever it takes numero due", facendo riferimento alla frase "storica" che ha caratterizzato la politica del suo predecessore Mario Draghi, ma ha aggiunto che che "c'è un forte sostegno a usare tutti gli strumenti disponibili e considerare un aggiustamento per fronteggiare i rischi che dovessero rappresentare una minaccia per l'Eurozona". E sulla possibilità di agire per arginare gli Spread fuori controllo, la Presidente ha risposto "non è la funzione della BCE".