

Non voglio riassumere le diverse questioni ancora aperte e per le quali siamo in attesa. Mi riferisco al decreto legge che deve essere emanato. Ma anche alle linee guida che ci sono state proposte per la nostra attività di trasporto.
Un elemento voglio far notare perché lo possiate ricordare. Vi sembra normale che dopo gli annunci in gran pompa effettuati nella giornata di ieri si sia ancora in attesa del provvedimento ufficiale?
Questo significa una sola cosa. Stanno ancora discutendo sulla pelle di chi intraprende per ragioni che forse hanno poco a che vedere con la natura delle misure da adottare.
Ieri il Presidente del Consiglio, dopo che diverse bozze erano state fatte circolare, ha annunciato che si era trovata l’intesa sulle misure. Dopo di Lui il ministro dell’Economia le ha illustrate in modo più dettagliato, ma non troppo. Noi abbiamo ripreso e rilanciato queste dichiarazioni perché era stato detto in modo molto chiaro che anche il trasporto merci era destinatario di quei provvedimenti. Non solo. La stessa ministro dei trasporti, in una intervista ripresa anche dalle agenzie di stampa, ha confermato la versione che in qualche modo ci tranquillizzava.
Si pensava, o meglio ci si augurava, che il florilegio di circolari e comunicazioni, spesso in contrasto l’una con l’altra, si acuisse. Così non è stato. Ogni Ente o ministero dotato di qualche potere ha pensato bene di continuare ad incrementare la confusione. L’U.C.A.S (Ufficio Complicazioni Affari Semplici), è di fatto quello che Governa oggi questo povero Paese. Nel tardo pomeriggio in un italiano incerto, è stato emanato un decreto che regolamenta gli ingressi nel Paese. Il rischio è che possa danneggiare anche la nostra attività ed essere valutato incompatibile con i principi comunitari. Vedremo.
Ricordo e lo farò in altre occasioni per certificare la stupidità di chi poteva scegliere la strada del Commissario e non ha voluto farlo, forse per paura di perdere potere. Ma qui in gioco c’è il Paese e temo anche il nostro futuro.
In attesa di leggere il testo definitivo del decreto in giornata ci è stato chiesto di sottoscrivere un protocollo contenente delle linee guida “da manicomio” che mettono a rischio, magari non subito ma tra un po’ gli imprenditori. O chi lo ha sottoscritto è una persona che ignora le nostre attività oppure esiste una volontà precisa di volersi scaricare da eventuali responsabilità. Chi ha il grande onore di essere al Governo deve avere anche la responsabilità degli atti che sono compiuti che non possono essere lasciati alla burocrazia. Non penso che il Ministro abbia valutato con attenzione quanto in quelle linee guida c’è scritto.
In sostanza ad oggi e senza aver visto il decreto con i provvedimenti annunciati ci è stato chiesto di poter in modo fideistico di sottoscrivere delle linee guida. Prima il testo del decreto poi discuteremo delle linee di comportamento.
Noi siamo parte del sistema Confcommercio che unitamente ad altre confederazioni ha redatto una intesa con le Organizzazioni dei lavoratori sulle linee guida. A quelle ci atteniamo. Ad ora è in corso la riunione per le linee guida. A rappresentare la Conftrasporto con delega di tutti è il segretario Generale Russo. E questo ci lascia tranquilli.
Ho registrato un messaggio che è stato diffuso a mezzo social. Spero che sia recepito nel modo giusto. Noi siamo pronti a continuare a compiere sacrifici. Ci fanno piacere i riconoscimenti e le belle parole. Ma senza fatti non si va avanti.
Spero che la parte costruttiva e attenta presente nell’Esecutivo riesca a far comprendere che il gioco si sta facendo duro. E quando il gioco si fa duro in campo entrano i duri.