

E' mancato dopo alcuni giorni di ricovero Duilio Balducchi, presidente nazionale onorario della FAI. Un amico di tutti noi della FAI e dall'autotrasporto.
E' difficile, per me, commentare la Sua dipartita. Ma pur con il cuore pieno di tristezza lo voglio fare per il rispetto che Duilio merita e per una doverosa vicinanza ai suoi familiari.
Ho conosciuto Duilio nella mia prima assemblea da segretario FAI a Bergamo. Correva l'anno 1979/80 ed io mi ritrovai a sostenere una delle prime assemblee. Duilio mi fu subito vicino e mi sostenne infondendomi coraggio ed evitandomi così anche di fare una brutta figura.
Duilio Balducchi, con Benito Macario e Giovanni Martinoli, trio inseparabile di quegli anni, riuscì a lanciare l'associazione bergamasca in campo nazionale ed ad essere un protagonista decisivo in tutte le battaglie che la federazione, in tempi difficili, portava avanti nell'interesse della categoria. Duilio era sempre tra i primi. Ricordare tutte le battaglie ci vorrebbe un libro. Le più significative le racconterà Lui stesso nel libro sui cinquant'anni della FAI di Bergamo, in preparazione e cho lo ha visto, tra l'altro, come appassionato ed instancabile testimone della storia dell'autotrasporto bergamasco.
Ora, sono certo, organizzerai una FAI anche in cielo dove Tu andrai sicuramente. I Tuoi figli, Tua moglie ed i Tuoi cari, innanzitutto, Ti piangeranno ma anche tutti della FAI, quelli che hanno avuto la possibilità e la fortuna di conoscerTi, ed io in particolare, unitamente ai miei familiari, che hanno potuto conoscerTi nelle "pizzoccherate agostane" che ogni anno organizzavi. Non potremo mai dimenticarTi.
Ciao Duilio, ciao amico mio sincero e sempre vicino e disponibile soprattutto nei momenti difficili.