

Una giornata che sembra dare alcune conferme sul trend della diffusione del virus che risulterebbe in calo. Le conferme le avremo nei prossimi giorni e non possiamo che sperare.
Certo che la notizia di un altro suicida per aver perso il posto di lavoro, successo oggi a Milano, dovrebbe, se esiste un briciolo di umanità e buon senso da parte di coloro che stanno al Governo, indurre a riflettere quelle che possono essere le conseguenze di determinate decisioni frettolosamente annunciate e poi nel giro di poche ore smentite. La tragedia del Coronavirus si porta appresso anche il peso di persone, alcune già hanno assunto questa tragica decisione, di abbandonarsi ad idee pericolose per la loro incolumità. Non sono solo coloro che perdono il lavoro o che temono il fallimento della propria attività ma occorre pensare a coloro che lasciati soli si lasciano vincere da forme di depressione che possono evolversi in atti inconsulti. Il Governo deve certamente occuparsi delle imprese che debbono ripartire ma dimenticare le persone è un delitto.
Le stesse famiglie di coloro che hanno i loro cari in giro per il Paese o nei porti oppure imbarcati su navi non vivono in tranquillità. Quindi chi gestisce la comunicazione deve evitare di fornire notizie solo per ottenere un titolo sui giornali o interviste televisive. Un ricordo chiaro lo abbiamo tutti ed è quello del sabato sera nel quale un furbacchione (da cacciare immediatamente) ha fatto uscire la bozza di un decreto ancora non ufficiale, ma che ha generato spostamenti nel paese contribuendo così alla diffusione del virus.
Intanto mentre in Germania, in Svizzera, vengono erogati i primi soldi veri in Italia continuiamo a leggere le dichiarazioni di stanziamenti ma nessuno ha visto un centesimo. Un po’ come le mascherine: arrivano sono pronte ma in concreto a coloro che servono seriamente mancano. Complimenti per l’organizzazione! Noi non ci esimeremo, se chiamati a confermare questo aspetto che denota incuria, incapacità, incapacità ed una presa in giro verso coloro che rischiano la vita.
Non ce ne assumiamo certo il merito che appartiene tutto a chi ha rilasciato la dichiarazione, cioè al leader di Confindustria, ma finalmente un richiamo chiaro è arrivato a quei committenti che facevano circolare alle imprese fornitrici messaggi con i quali venivano messi in dubbio i pagamenti. Lo abbiamo evidenziato molte volte. Così, in sintesi si è espresso il presidente Boccia: “Mantenere gli impegni presi nei pagamenti è la decisione che garantisce continuità al nostro sistema. Dobbiamo rispettare, noi per primi, i nostri impegni per non far crollare il sistema. La tenuta delle filiere e del sistema economico, dipende dalla nostra etica della responsabilità e dai nostri comportamenti. Per questo faccio appello alle aziende per rispettare i pagamenti nei confronti dei fornitori”. Questi concetti non indurranno certo tutti a mutare i loro comportamenti ma sono un segnale che può portare a qualche risultato e certamente a riconoscere che queste comunicazioni non sono frutto della nostra fantasia ma dei comportamenti reali.
Siamo impegnati su diversi fronti ed in particolare modo su quello della liquidità delle imprese. Ricordo che esiste anche un accordo da definire nei dettagli tra Banca Intesa e la Confcommercio. Penso che presto si potranno definire i dettagli.