

Eccoci con un nuovo decreto che proroga al 13 aprile le misure in atto. Sarà l’ultimo in ordine di tempo? Speriamo, insieme a tutti gli italiani, che così sia. Sicuramente tutto dipenderà dal trend dell’epidemia e dalla saggezza (l’avranno?) di chi Governa il Paese.
Il decreto emanato che entra in vigore il 4 aprile è una proroga dei termini e nient’altro. Ora comincerà la ridda di dichiarazioni ad uso stampa e le interpretazioni più o meno fantasiose che singoli politici o esperti forniscono ogni volta, pur di apparire. Quello che certamente non compare, da parte di chi ci governa, è la necessità di fornire certezze. E’ questo un elemento importante che lega in modo indissolubile l’attività delle imprese con la mobilità delle persone. Coloro che dissertano sul fatto che si potranno avviare alcune attività lavorative e non pensano che per garantirle occorre richiamare i lavoratori, dipendenti o autonomi che dir si voglia, che però si muovono sui mezzi nelle città e necessitano di fare acquisti, dimostrano di non riflettere e comprendere molto. Come chi pensava di consentire ai ragazzi più giovani di poter uscire. Fino a che età? Un ragazzo di cinque anni avrebbe potuto godere della “libera uscita” ed il fratello di sei anni No? Bisogna proprio essere dei pirla! Meno male che qualcuno non lo ha consentito.
Il lavoro è legato alle persone quindi la speranza è che questi geni o pseudo esperti non determinino con le loro “intelligenti pensate” ulteriori complicazioni. Perché quello che registro è che la gente sta giungendo al limite della sopportazione. Occorre trovare soluzioni possibili ed intelligenti per “liberare” la gente e mettere in moto la macchina.
Certo che gli esempi che abbiamo di fronte sono preoccupanti. Si ripete ancora una volta l’inoltro delle mascherine sbagliate, destinate al personale medico. Ma uno così è in grado di gestire questo momento così drammatico e decisivo? Lo si cacci via!
I soldi promessi sono al di là da venire e sono totalmente inadeguati a garantire l’unica soluzione che può in modo concreto sostenere le imprese, che è la liquidità. Ne ho parlato anche ieri ma nessuno ne prende atto. Insistiamo sul territorio su questo tema!
La burocrazia continua ad emanare circolari nel tentativo di risolvere qualche problema (revisioni non fatte per chi opera all’estero ad es.) ma riesce ad inserire qualche passaggio che fa sorgere dubbi interpretativi. Si comprende che la preoccupazione del pubblico funzionario sia quella di evitare di trovarsi nei guai. Ma se il Governo non dà la copertura politica la responsabilità è soprattutto Sua. Allora cosa ci sta a fare?
Gli esempi più squallidi che dimostrano in che mani siamo vengono da chi pensando forse di rappresentare il popolo cerca di aprire dei dibattiti su argomenti politici. Mi riferisco a quello sollevato dall’On.le Orlando che sostiene il principio di tornare a rendere la Sanità pubblica. Ma va in mona! (con le esperienze che abbiamo in questi giorni meno male che esistono le Regioni). Di alto livello anche l’intervento della ex presidente della Camera Boldrini che denuncia l’omofobia perchè nelle dichiarazioni previste per la gestione del virus non si prevede il genere femminile. Ma anziché sparare queste “ideone” perché non si impegnano a far arrivare le risorse, a far funzionare l’Inps a dotare di mascherine idonee, etc. Insomma a sostenere qualche proposta utile alle imprese ed alla gente?
Dobbiamo solo sperare nell’intervento divino che faccia passare questo momento così brutto per noi tutti? Ma non dimentichiamoci di chi aveva fornito garanzie sulla funzionalità della Sanità pubblica o di chi con la volatilità di un venditore di tappeti ha fatto uscire anticipatamente il decreto delle restrizioni.
Intanto qualcuno pone il problema di come riusciranno a funzionare ed a far fronte alle molteplici richieste le imprese che, ad esempio, debbono effettuare le revisioni. Quando si presenteranno agli uffici territoriali delle Motorizzazioni troveranno il personale tecnico? Certamente no. Ed allora? I Ministri Delrio, Toninelli perché non hanno autorizzato le officine private ad effettuare le revisioni come era stato tempo addietro loro richiesto? Eppure era una soluzione temporanea. Tra qualche mese, dopo aver subito tutte le difficoltà per garantire il trasferimento delle merci, le stesse imprese, in particolare quelle che operano nei trasporti internazionali, cosa faranno? Inoltre perché non sono ancora stati pubblicati i costi di esercizio per dare elementi di sicurezza? Non sarà per soddisfare le richieste di chi annuncia oggi ripetutamente che non pagherà i trasporti? L’ esigenza di sicurezza è finita nel dimenticatoio come quella sui tempi di pagamento. Vogliamo almeno riconoscere a chi si è sacrificato per consentire all’Italia di non chiudere ed ha subito trattamenti “da untori” da illuminati imprenditori i pagamenti dovuti nei tempi e secondo il principio dell’equo compenso? O questo principio è giusto solo se vale per i professionisti? Intende il Governo e come garantire da subito la necessaria liquidità come in Germania ed altri Paesi? Perché non interviene sulla Bce che mette a disposizione risorse alle banche a tasso zero chiedendo che siano destinate alle piccole e medie imprese? Non prenda sotto gamba queste questioni chi ha la responsabilità di governare. Segnali sempre più insistenti ci giungono da operatori, anche di prodotti di prima necessità, che dichiarano di volersi fermare. E’ questo che vuole questo brillante Esecutivo? Rischia di essere servito. Noi facciamo il possibile ma chi ci rimette sono le imprese. Con questi fatti diviene difficile evitare che azioni spontanee possano essere messe in atto. Vi abbiamo avvertito! La responsabilità è tutta vostra!
Non dimentichiamoci di queste cose!
Paolo Uggè