

Carneade chi era costui? Si domanda don Abbondio mentre legge un testo su San Carlo. Potremmo oggi dire la stessa cosa dopo aver letto le dichiarazioni di questa mattina di un rappresentante della Protezione civile che sosteneva che il 1 maggio gli italiani lo avrebbero passato ancora in casa. Lo stesso personaggio si è affrettato a rilasciare una ulteriore dichiarazione sostenendo che saranno i dati e la loro tendenza verso il basso o meno a deciderlo. Il ridicolo è che intorno alle 19 sempre il “dichiaratore ad usum stampae” ha di nuovo mutato parere dichiarando che la data rimane quella del 13 aprile. Che il Presidente del Consiglio chiami una ambulanza e metta a riposo questo signore che molto probabilmente è stanco. Poiché non ritengo che il giornalista che ha fatto il titolo questa mattina sia un incapace oppure un sognatore e ricordando come il soggetto in questione ha gestito la questione delle mascherine, quasi fossimo a Carnevale, ecco che il raffronto con lo sconosciuto filosofo, per Don Abbondio e citato dal Manzoni, mi è venuto spontaneo. Mi chiedo ma in che mani siamo?
La domanda come sia possibile una gestione della comunicazione così superficiale in una situazione tragica è conseguente. Non serve presentarsi davanti alle telecamere e spendere qualche lacrimuccia per ottenere un diverso giudizio dagli italiani che assistono incazzati ed attoniti a come alcuni dilettanti allo sbaraglio si comportano nella gestione dell’informazione sulla pandemia del Coronavirus. Comportamenti simili sono comprensibili al Grande Fratello e forse anche lì non sono tollerati, tanto che i partecipanti in possesso di tali deficienze vengono presto scartati. Il Governo continua a lasciare che chi si sveglia per primo possa esprimere proprie opinioni offrendo così una dimostrazione di pressapochismo. Come fidarsi? Il guaio è che decidono per noi.
Non voglio ricordare le geniali prese di posizioni di alcuni politici che scelgono di dare il meglio di loro stessi in beghe da cortile. Vi pare sia il momento di lanciare accuse di malagestione a chi sta gestendo le criticità con risultati positivi o avanzare proposte su chi debba gestire la sanità in Italia? Quello che indigna è che queste “brillanti uscite” vengono da coloro che sostenevano non vi fosse alcun problema per l’epidemia e che il Paese era dotato di capacità di risposte adeguate, per poi, a crisi in atto, scoprire che mancavano anche le precauzioni più semplici per fronteggiare la crisi. Complimenti! Nessun pensiero ai giovani che hanno la necessità di muoversi, fare sport (rispettando le disposizioni di sicurezza non sarebbe impossibile) a coloro che perdono le sicurezze lavorative, a chi in numero crescente sta sviluppando crisi ansiogene. Ma il senso di responsabilità dov’è? Solo nei divieti assurdi?
Vi pare possibile coniugare le previsioni sull’anno stupendo, economicamente parlando, che tutti noi ci apprestavamo a vivere, con gli annunci (per ora solo quelli) di destinare 30/50 miliardi per fronteggiare lo tsunami che le imprese ed i cittadini stanno vivendo e che dovranno affrontare? In Svizzera soldi veri sono già stati versati agli imprenditori ed ai cittadini. La Germania ha messo a disposizione 500 miliardi che, pare siano già versati alle imprese, secondo il numero dei dipendenti, ed ai cittadini, a fondo perso. Ma noi, per ora, ci limitiamo ad annunciare. In Italia vengono diffuse notizie su difficoltà dell’Inps per riconoscere la cassa integrazione e le pensioni. Vogliamo non credere a queste voci ma chi ha l’autorità per smentirle se ad ognuno si consente di sparare le proprie opinioni? Avere un solo responsabile credibile che fornisca comunicazioni una volta al giorno senza che possano essere interpretate a piacimento da chi cerca solo visibilità, non è possibile?
Affrontare i due temi fondamentali quello delle libertà individuali e quello della liquidità senza la continua emanazione di provvedimenti pasticciati, che anziché dare certezze suscitano perplessità e dubbi non rientra nelle linee dell’Esecutivo?
Perché il Governo italiano non segue, non quello che ho sostenuto io ma un certo Mario Draghi, che ha indicato la strada di chiedere alla Bce di vincolare le risorse messe a disposizione delle banche a costo zero, a favore delle piccole e medie imprese a fondo perso o con un tasso limitato?
Ed ancora perché non si sono emanati provvedimenti sui costi della sicurezza, sui pagamenti, sul tema delle revisioni che sarà un ostacolo forte nel momento della ripresa soprattutto per le imprese che operano all’estero? E le deroghe per i tempi di impegno lavorativo annunciate e mai emanate? Forse che i meriti che sono riconosciuti agli operatori del trasporto per consentire al Paese di non chiudere sono dimenticati se i sindacati dei lavoratori o note imprese committenti che continuano a tenere comportamenti indefinibili sia per i trattamenti che per le garanzie dei pagamenti, non condividono, non contano più??
A proposito dei tempi di pagamento il rischio se quelle imprese che consentono al Paese di non chiudere decidessero autonomamente (la voce è sempre più insistente) che non essendovi le condizioni di certezza di poter recuperare i costi affrontati sospendessero i servizi anche di pubblico interesse, in che situazione di troverebbe il Paese? Intervenga allora il Governo con garanzie, visto che si tratta di servizi indispensabili di pubblica utilità. In caso contrario che ci state a fare?
Le rappresentanze responsabili temono di non riuscire più a mantenere sotto controllo una situazione che si è venuta a creare per ragioni che non voglio definire ma sono facilmente intuibili in gran parte attribuibili alla compagine governativa. Non tutta ovviamente ma la gente la pensa sempre più in questo modo.
Noi continueremo ad operare per il bene del Paese e nell’interesse dei nostri rappresentati ma siatene certi il Popolo non dimenticherà facilmente!
Paolo Uggè