

In questi giorni abbiamo scoperto che chi decide per noi non sono coloro che il popolo ha indicato in elezioni libere ma un gruppo di esperti, tecnici, virologi, e comunicatori. Questa non è la dimostrazione di cosa sia l’esercizio della democrazia. Questa è tecnocrazia. Ora personalmente ho il massimo rispetto degli esperti ma credo che le decisioni che impattano su tutti noi, imprenditori e cittadini debbano derivare da coloro che hanno la responsabilità politica in quanto il popolo ha conferito loro questo mandato ed in base a come viene esercitato confermerà o negherà la fiducia.
Chi governa ha il dovere di documentarsi e di ascoltare il parere degli esperti ma ha la responsabilità delle decisioni che appartiene tutta a loro. Solo gli incapaci ed i vili si nascondono dietro agli esperti oppure a chi è capace di utilizzare i mezzi di comunicazione anche se non sempre sono dotati di particolari abilità e sensibilità.
Se fossi al governo ascolterei, separatamente uno per uno, i cosidetti esperti e raccoglierei le osservazioni e pareri. Sono pronto a scommettere che non ve ne sarebbe uno uguale. Dopo di che assumendomi il ruolo che compete a chi deve governare un Paese, conciliando le diverse esigenze, deciderei. Capito Giuseppi?
In questi giorni assistiamo ad un esempio di cosa crea una situazione nella quale non esiste un responsabile che risponda. Un esperto della Protezione civile si è permesso di criticare in modo pubblico la decisione di qualche presidente regionale. Personalmente nutro dubbi sulla validità di quella decisione che oltre tutto non è stata ben spiegata. Si può intuire ma non è da tutti compresa. Quando si limitano delle libertà, e per non diffondere soprattutto delle interpretazioni sbagliate si devono spiegare le ragioni. Quindi, per me, quella scelta è stata un errore. Comunque non spettava certo, e non può esistere che un tecnico, che recentemente ha dato esempi fulgidi di fermezza nelle idee da Lui diffuse, (magari ha preso colpe per altri) si permetta di contestare la decisione di un politico pubblicamente. Se il politico sbaglia il popolo gliela farà pagare. Il tecnico non corre alcun rischio. Al massimo muterà incarico o andrà in quiescenza ben retribuito. Non so, visto che si dichiara un allievo, oltre che grande estimatore di Guido Bertolaso, se avrebbe osato contraddire così pubblicamente le decisioni che l’allora Capo della Protezione civile assumeva. Credo avrebbe preso dei sonori calcioni là dove non batte il sole.
Intanto la nostra “LIBERA STAMPA” non ha dedicato molto spazio a quanto riportato sul nostro sito ed in fondo alla pagina del Giornale ieri. Il nostro comunicato stampa è stato più o meno oscurato da quelli che i sindacati dei lavoratori hanno emanato. E sostenendo di voler tutelare i lavoratori si oppongono agli interventi sui tempi di guida e di lavoro. Noi volevamo concretamente dimostrare con una testimonianza come si opera per dare liquidità sia in Germania che in Svizzera ed essere di stimolo ai nostri titubanti governanti. Forse qualcuno che controlla l’informazione o punta solo sul sensazionalismo ha deciso di oscurare questo aspetto che sia ben chiaro è stato auspicato anche da Mario Draghi e hanno dato la possibilità di occupare spazi della libera stampa sostenendo teorie parziali su inesistenti sfruttamenti dei lavoratori.
Dando spazio all’intervento di un sindacato autonomo, che non rappresenta tutti gli operatori dell’autotrasporto, si è infatti “nascosta una notizia che poteva dare noia ai “padroni del vapore”. Per meglio far chiarezza è bene ricordare a tutti ma anche a chi governa che quasi il 50% dei conducenti dei veicoli pesanti è un monoveicolare ed i sindacati dei lavoratori non li rappresentano e neanche una gran parte. La soluzione ipotizzata coglieva il diritto/desiderio di poter far raggiungere la propria casa, oppure un’area attrezzata, a chi è stato impegnato per ore alla guida di un automezzo. Forse qualcuno ha pensato che era un modo furbo per non pagare il lavoro. Le soluzioni esistevano ma le ideologie di chi pensa sempre che l’imprenditore sia solo uno sfruttatore è un retaggio difficile da far scomparire.
Chiudo sulla questione della liquidità. Invito tutti a farne un elemento di conoscenza della gente. In Germania mettono a disposizione da subito ed a fondo perduto soldi freschi, così in Svizzera. In Italia solo chiacchiere e ostacoli burocratici. Buttiamoci in questa opera di conoscenza e diffusione. Aiuteremo le nostre aziende e il settore che vogliamo tutelare. Buona domenica.
N.B. leggo un comunicato dei medici ed infermieri che hanno avuto ben 80 decessi che lamentano di non aver ricevuto ancora i materiali di protezione e minacciano iniziative di protesta. Non credo lo faranno ma per chi ci governa che figura di M…da. Direbbe un direttore di un telegiornale di diversi anni fa.
Paolo Uggè