

Sembra proseguire il trend di riduzione dei contagiati dal virus mentre non diminuisce la confusione ed incrementano le contestazioni al presidente del Consiglio.
Qualche giornale ha fatto ricorso alle parole della famosa canzone di Mina per commentare gli annunci del Governo. Parole.. parole… parole. Le reazioni da parte delle imprese e dei cittadini stanno intensificandosi e sono tutte molto negative nei confronti dell’azione dell’Esecutivo. Il tema di fondo è liquidità e burocrazia da eliminare.
Anche il mondo dell’autotrasporto non è certo tranquillo. Una federazione ha annunciato possibili azioni di protesta a partire della prossima settimana, subito sconfessata dalla sua confederazione. Magari è solo un grido d’allarme per far vedere che si esiste. Il dato che comunque emerge, che Conftrasporto ha più volte evidenziato, è che in categoria sia per le risposte delle banche, che quelle di diversi committenti ma anche per gli annunciati provvedimenti che tardano a divenire reali, esiste forte tensione.
Noi lavoreremo come sempre per il bene di coloro che hanno fiducia in noi e del Paese. Occorre però non dare spazio a delle iniziative avventuristiche, dando risposte su temi di notevole interesse che non sto ad elencare perché ben conosciuti.
Intanto si sta preparando un altro “virus”. Il “gretinismo” alcuni amministratori (sarà un caso che fanno tutti capo ai partiti di governo PD e 5 Stelle) stanno rilanciando la solfa del blocco delle autovetture in favore del trasporto sulle due ruote. Il fenomeno non riguarda solo l’Italia ma ha trovato subito sostenitori anche nel mondo europeo. Il tentativo schifoso è quelle di collegare inquinamento e coronavirus, sostenendo che le vittime con i due elementi presenti sarebbero più elevate.
C’è un’economia da ricostruire e questi disquisiscono sui fattori climalteranti, ma ancora forse non sono a conoscenza delle ultime comunicazioni di Ispra. E se lo sono fanno finta di non saperlo.
Allora vorrei ricordare come proprio di questi giorni da Ispra vengono confermati i dati che Conftrasporto nel forum internazionale di Villa d’Este presentò nell’autunno scorso. In meno di vent’anni i valori di inquinamento generato dal traffico veicolare è diminuito del 71%. Negli ultimi 28 anni sono inoltre diminuiti i gas nocivi in atmosfera e con essi ovviamente le tonnellate di CO2. Il National Inventory Report del 2020 ha ribadito come il 54% delle polveri sottili (il PM10) è dovuto al riscaldamento che ha fatto registrare un incremento del 41%. E questi mujaidin dell’ambiente si occupano delle autovetture. Ma andate a scopare il mare!
Volersi ora accanire sul trasporto privato è una follia per almeno due motivi. Il primo che non è la fonte che determina l’inquinamento. Il secondo che l’elemento che può limitare l’affollamento sui trasporti pubblici è proprio il trasporto privato. Il cittadino è “isolato” nella sua autovettura e non può contagiare un accidente di nessuno.
Ora che questi signori ambientalisti, dimostratisi piuttosto distratti nel dare applicazione alle iniziative che dovevano dotare il Paese e le città di strumenti per fronteggiare il corona virus, vengano oggi a rilanciare le teorie “Gretine” non è accettabile. Smettano di rompere i coglioni (scusate il francesismo) alla popolazione che sta subendo le conseguenze delle loro incapacità nella gestione dell’emergenza virus, tra l’altro non del tutto debellata.
Non siamo certo nemici dell’utilizzo delle biciclette anzi abbiamo sempre sostenuto di fronte agli esperti ed ai virologi che un soggetto in bicicletta da solo non contagia nessuno. Quando invece loro ne imponevano il divieto di circolare. I sostenitori delle due ruote però non hanno preso posizione, qualcuno li ha sentiti? Evidentemente condividono la politica di tener bloccato il Paese. Ora lo dobbiamo gridare tutti che non siamo disposti a dare ascolto alle teorie di una ragazzetta, la Gretina, che non fa altro da fare che girare il mondo raccontando delle favole che, come riconosciuto da professori ben più conoscitori ed esperti di Lei dei fenomeni sui cambiamenti climatici, non hanno alcun fondamento scientifico.
Seguiamo attentamente quanto avverrà nei prossimi giorni sia per gli sviluppi legati al virus che alle teorie, molto elettorali, sui temi dell’inquinamento. Il futuro è di chi intraprende, lavora e di coloro che in modo non ideologico cercano di affrontare le questioni. Non ci lasciamoci imprigionare ancora! Ricordate che ciò che stiamo vivendo è la dimostrazione concreta di cosa sia la decrescita felice. Roba da teatro o meglio da manicomio.
Paolo Uggè