

Ricomincia la settimana lavorativa che coincide con l’inizio della cosiddetta Fase 2. Anche le aziende di autotrasporto, che non hanno mai totalmente smesso di operare per consentire all’Italia, ai suoi cittadini ed alle imprese di poter operare, risultano dai dati raccolti aver incrementato l’attività.
I problemi delle imprese restano tuttavia sempre legati all’aspetto liquidità del quale abbiamo parlato tante volte. Come definito nel corso dell’ultima riunione dell’Unatras la lettera con la quale si chiede al Ministro di poter accelerare l’emanazione dei provvedimenti ipotizzati è stata inoltrata unitamente alla richiesta di un urgente incontro.
Il tempo non gioca a nostro favore. Le imprese che non vedranno risolto il tema della liquidità potrebbero decidere di sospendere la propria attività per carenza di risorse. Le banche sono sempre legate ai parametri di verifiche sulla solidità dei debitori e le lungaggini burocratiche non aiutano certamente.
Intanto l’impresa che ha investito nel porto del Pireo annuncia ulteriori interventi per potenziare le attività del porto. Ricordiamo che l’impresa fa riferimento al governo cinese che ha ripreso in pieno a produrre e in pochi mesi sarà in grado di trasferire prodotti sui mercati europei. Se il sistema portuale nazionale non avrà recuperato la produttività necessaria il mondo dei trasporti del Paese subirà un nuovo colpo e così anche le stesse entrate fiscali dello Stato.
Vi è tuttavia una riflessione che tutti dovremo fare e che si collega con i tempi lunghi della pandemia. Cerco di limitarmi alle questioni, per titoli, più significative che dovevano essere risolte e che, causa il virus, sono state accantonate per la necessità di dedicarsi, pur se con diverse lacune. ai temi connessi, alla pandemia. Mi viene in mente la questione dell’Iva, legata alla necessità di coprire 25 miliardi. Il centro siderurgico di Taranto; il Meccanismo Europeo di Stabilità (il MES), inevitabilmente legato all’interpretazione che gli verrà data (con o senza garanzie?). La possibile patrimoniale proposta da un partito di maggioranza, lo sblocco delle opere e dei cantieri già finanziati. Tutti temi che sussistevano ante pandemia che registravano delle posizioni diverse nella maggioranza e che torneranno a suscitare dibattiti sulle soluzioni. Ovviamente non possiamo dimenticare gli interventi conseguenti alla fase del dopo virus che avranno un peso su tutti gli italiani. Sempre che qualcuno non intenda provare a tener in piedi l’allarme emergenza.
Mi limito ad evidenziare questa ultima affermazione, che ho voluto trattare nel Punto, in quanto mi par di notare che nella gestione della comunicazione vi siano posizioni articolate, non univoche e tendenti un po’ troppo al pessimismo.
Intanto il lavoro della federazione sta per riprendere e presto, con tutte le precauzioni previste, presso gli uffici di Milano e Roma saranno presenti fisicamente dei nostri funzionari/dirigenti.
Speriamo tutto proceda per il verso giusto in modo che le nostre iniziative possano avere l’impatto utile ad imprimere alla ricerca di soluzioni delle problematiche delle aziende la rapidità necessaria.
Paolo Uggè