Come era prevedibile le conseguenze delle disposizioni sul decentramento, introdotte dall’allora Ministro Bassanini, stanno mettendo in difficoltà le imprese di autotrasporto causa le disfunzioni createsi nella gestione degli albi provinciali. La normativa vigente prevede infatti che per poter effettuare l’attività di autotrasportatori, in Italia, sia necessaria l’iscrizione all’Albo. Ad esso sono attribuiti compiti importanti che riguardano la funzionalità delle imprese. Ogni modifica, rispetto ai dati originali comunicati all’atto dell’iscrizione da ogni singola impresa, che risulta essere inerente alla attività delle stesse, deve essere comunicata e passata al vaglio dei comitati provinciali dell’Albo. Con il trasferimento, previsto dal Decreto Legislativo 112/98, alcune funzioni sono state delegate alle amministrazioni provinciali mentre altre continuano a fare capo, fintanto che il legislatore non muterà il quadro di riferimento, ai preesistenti comitati provinciali dell’Albo. Alcuni esempi sono sufficienti per dimostrare il caos nel quale si stanno venendo a trovare gli operatori ma anche i pubblici uffici. a) La funzione del controllo tariffario, in Italia le tariffe di trasporto sono per legge ancora obbligatorie, è demandata alle amministrazioni provinciali ma il visto tariffario rimane di competenza del comitato centrale dell’Albo costituito ai sensi della legge n.298/74. b) I ricorsi avversi alle sanzioni, che sono commissionate agli operatori del settore, sono in capo alle amministrazioni provinciali. E’ opportuno ricordare che alcune sanzioni possono produrre addirittura la sospensione nell’attività dell’impresa. Gli eventuali ricorsi dovranno essere indirizzati ai TAR e non più al comitato centrale dell’Albo, che però per legge non viene soppresso. Tra le competenze del Comitato centrale figura il pronunciamento sui ricorsi che eventualmente dovessero essere presentati. Cosa succederà se qualcuno, in applicazione alla legge, presentasse ricorso al comitato centrale? Poiché quando un organo della pubblica amministrazione non adempie, omette atti di ufficio ed è passibile di sanzioni gravi, quale sarà la reazione dei componenti del Comitato Centrale che rischiano di trovarsi coinvolti in richieste di danni oltre che a denunce penali? In tale ridicolo balletto e in attesa delle istruzioni le principali penalizzate sono le imprese. Esistono operatori che da mesi attendono di poter immatricolare gli automezzi acquistati (nella sola provincia di Milano ammontano a qualche centinaio e l’investimento è mediamente di 250 milioni circa per automezzo) ma poiché nella situazione di incertezza delle competenze i comitati provinciali, nominati ex legge 298/74, non assumono decisioni e le amministrazioni provinciali, per lo più impreparate, evitano di assumersi responsabilità anche perché le loro competenze risultano ancora non ben definite. Il risultato è che le pratiche ritardano e le imprese, che ne pagano lo scotto, già pensano ad azioni di responsabilità. Questo inqualificabile sistema deve finire, Conftrasporto aveva richiesto un Albo funzionante ed efficiente che fosse di utilità non solo agli autotrasportatori ma anche ai cittadini tutti. Di fronte a tale assurda situazione la richiesta non può essere che una: si sopprima un Albo inutile, che non ha riferimenti in Europa e si affidi ad un organismo quali le Camere di Commercio la competenza amministrativa riguardante le attività degli operatori. Sarà così un soggetto di rappresentanza imprenditoriale, a gestire, come già avviene per l’Albo degli spedizionieri, le questioni inerenti l’operatività delle imprese.